La Biennale di Venezia
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La Biennale di Venezia
Dopo la prematura scomparsa della curatrice Koyo Kouoh, avvenuta nel maggio 2025, la Biennale di Venezia ha scelto, con il pieno sostegno della sua famiglia, di realizzare integralmente il progetto che aveva ideato, trasformando la mostra anche in un omaggio alla sua visione. Come ha sottolineato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, Kouoh continua a essere "presente nell'assenza", indicando con il suo lavoro una possibile direzione per il futuro dell'arte contemporanea. Sarà quindi il team curatoriale da lei costituito a portare a compimento una riflessione costruita attorno al concetto musicale delle tonalità minori, da cui prende il titolo l'intera esposizione.
Per Koyo Kouoh la tonalità minore non rappresenta la malinconia, ma una diversa modalità di osservare il mondo: uno sguardo più attento alle sfumature, alle fragilità e alle storie che raramente trovano spazio nel racconto dominante. Nel testo curatoriale parla dei "canti di chi genera bellezza nonostante la tragedia, delle melodie dei fuggitivi che riemergono dalle rovine, delle armonie di chi ripara ferite e mondi", delineando una Biennale che non ricerca l'effetto spettacolare, ma invita ad ascoltare ciò che normalmente rimane ai margini.
La mostra si sviluppa così come un grande mosaico di geografie, culture ed esperienze differenti, privilegiando relazioni, memorie e narrazioni spesso escluse dai circuiti più consolidati dell'arte contemporanea. I 111 artisti invitati, provenienti da ogni parte del mondo, sono chiamati a dialogare con questo tema attraverso linguaggi e sensibilità profondamente diversi, mentre i 100 padiglioni nazionali, distribuiti tra i Giardini, l'Arsenale e numerose sedi diffuse nel centro storico di Venezia, offriranno ulteriori interpretazioni di un'edizione che si preannuncia tra le più riflessive e corali degli ultimi anni.
Più che una semplice rassegna internazionale, la Biennale 2026 si propone dunque come un invito a rallentare lo sguardo, ad accogliere la complessità del presente e a interrogarsi sul ruolo dell'arte in un'epoca segnata da conflitti, migrazioni, crisi ambientali e profonde trasformazioni sociali. Un percorso che, anziché cercare risposte facili, invita a riconoscere il valore delle sfumature e la forza silenziosa delle storie che, proprio perché meno appariscenti, riescono spesso a raccontare il nostro tempo con maggiore profondità.
Ore 6:45 ritrovo in Stazione Centrale, davanti alla Feltrinelli piano binari
Ore 7:15 - 9:42 Treno Frecciarossa Milano Centrale - Venezia Santa Lucia
Trasferimento ai padiglioni selezionati dalle nostre guide per la visita della 61esima esposizione D'Arte: In Minor Keys curata da Koyo Kouoh.
Ore 18:18 - 20:45 Treno Frecciarossa Venezia Santa Lucia - Milano Centrale
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