Turisti per caso

Un Ferragosto a Milano, con tutta la calma che una città semi-deserta e un giorno di festa infondono.
I milanesi conoscono le strade intorno al Duomo soprattutto per l'infinità di negozi dell'area pedonale. Uscendo di corsa dalla metropolitana per sbrigare commissioni sempre urgenti, raramente hanno il tempo per guardarsi intorno.

Chi ha mai notato l'agnellino che dà il nome alla via Agnello? Chi si è accorto che il sito di Palazzo Blondel è ricordato da bassorilievi, uno dei quali raffigura le nozze di Manzoni? Chi ha mai alzato lo sguardo per salutare la statua romana, ma con testa medievale, collocata sotto i portici di Corso Vittorio Emanuele?

Per chi volesse riscoprire il cuore antico della città, la zona solo apparentemente più conosciuta, l'appuntamento è all'ingresso della Galleria, tanto amata dagli stranieri che Franz Kafka , nel suo soggiorno del 1911, la trovava persino più bella del Duomo.

Ci si troverà sul far della sera, all'ora del "rattin" (com'era chiamata la locomotiva con miccia che in origine accendeva le fiammelle a gas dell'ottagono).

Proprio sul luogo dove morì tragicamente il giovane architetto della Galleria, Mengoni, precipitando dagli instabili ponteggi lignei dell'epoca.

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