Le meraviglie di Palazzo Archinto

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Osservando Palazzo Archinto, è facile farsi un'idea delle spese faraoniche sostenute per erigerlo.
All'immensa mole architettonica a pianta quadrata, con tre cortili interni, fa da contralto un ampio parco signorile all'inglese (è il più grande parco privato di Milano), mentre gli interni si presentano come una ininterrotta sequenza di ambienti fastosi, ornati da mosaici, stucchi e affreschi, ai quali si accede da uno scalone monumentale ornato da statue e busti. Nell'epoca d'oro, contribuivano a tanta magnificenza anche arazzi, sculture, stampe, armature, e una ricchissima biblioteca. Ma gli eredi del conte, in rovina, dovettero svendere tutto, incluso il palazzo che venne acquistato dallo Stato.
Nel 1863, sotto la dominazione napoleonica, l'edificio divenne sede (definitiva) del Collegio Reale delle Fanciulle in Fiore.

Il Palazzo è disposto su tre piani, racchiusi da mura ornate dalle caratteristiche lesene corinzie e dalle ampie finestre timpanate dello stile neoclassico. Il più notevole è ovviamente il piano nobile, di 30 stanze. Spicca, fra le altre, la Sala delle Ballerine. Dopo aver varcato porte foderate di cuoio borchiato, si è accolti da un tripudio di stucchi floreali, specchi, ori, sui quali vegliano, affrescate sulle pareti, otto fanciulle danzanti. Notevole è anche la Sala della Caccia e della Pesca, ornata da un soffitto stuccato, severe lesene e una grande stufa cilindrica sulla quale posa un busto di Napoleone.

Ma non c'è ambiente, qui, che non meriti attenzione. Dagli alti soffitti e le pareti affrescate ai pavimenti e le porte, dalle scale alla vista parco, non potremo che arrenderci alla contemplazione della vera Bellezza.

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