Mostra Arnaldo Pomodoro a Milano

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Fratello del grande scultore Giò Pomodoro (1930-2002), dopo una formazione da geometra all’inizio degli anni Cinquanta scoprì la sua passione sulla scultura perché, come ebbe a dire lui stesso, «avevo già capito che la strada della pittura non mi era congeniale, mentre ero attratto dalla materia che avevo bisogno di toccare e di trasformare». 
Dal 1954 concentra la sua attività nel suo studio presso Porta Ticinese a Milano, dove conobbe Lucio Fontana con cui, tra 1961 e 1962, fece parte del gruppo informale Continuità. La partecipazione a questa corrente artistica gli permise di affinare la propria cifra stilistica che è caratterizzata dall'equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere, le quali assumono sempre più spesso dimensioni monumentali più adatte alle sue capacità espressive che si adattano di volta in volta alle caratteristiche del materiale usato: oro, argento, ferro, legno, cemento e soprattutto bronzo.
Pomodoro affiancò alla pratica scultorea l’attività di insegnamento nei dipartimenti d'arte di alcune università degli Stati Uniti e nel 1990 fondò il Centro di Trattamento Artistico dei Metalli (TAM) a Pietrarubbia, un comune in provincia di Pesaro Urbino da cui negli anni Settanta rimase affascinato; per questo decise di riportarlo in vita acquistando e ristrutturando diversi edifici.
La mostra racconta la carriera artistica di Pomodoro dal 1955 fino ad oggi, attraverso un percorso tra una trentina dei suoi lavori più significativi, testimonianze del rigoroso spirito geometrico che domina tutta la sua arte; protagonista sarà il complesso scultoreo The Pietrarubbia Group, iniziato nel 1975 e completato nel 2015, che sarà esposto in Piazzetta Reale per la prima volta nella sua totalità.

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