L'ospedale dei poveri: la Ca' Granda - miguidi
L'ospedale dei poveri: la Ca' Granda - miguidi
L'ospedale dei poveri: la Ca' Granda - miguidi
L'ospedale dei poveri: la Ca' Granda - miguidi

L'ospedale dei poveri: la Ca' Granda

Prezzo di listino
Esaurito
Prezzo scontato
€12,00
Prezzo unitario
per 

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PAGAMENTO

€ 12 - la quota comprende: visita guidata condotta dai nostri professionisti + sistema di microfonaggio per una migliore fruizione della visita (al raggiungimento dei 15 partecipanti).

mezzi

DURATA

1 ora e 30 minuti

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LUOGO DI RITROVO

Via Festa del Perdono, 7 - davanti al Portale d'ingresso dell'Università - Milano

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ORARIO DI RITROVO

10 minuti prima dell'orario di inizio della visita

DESCRIZIONE

L’edificio fu voluto, nella seconda metà del Quattrocento da Francesco Sforza, valoroso capitano di ventura e primo duca della dinastia degli Sforza, destinato a lasciare in città profondi segni  della propria casata. Egli decise di dotare la città di un unico grande ospedale per il ricovero e la cura dei malati, radunando i numerosi ricoveri sparsi per la città. Questo “Spedale dei poveri” doveva essere funzionale, sì, ma anche degno di nota da un punto di vista artistico. Per ciò, lo Sforza, incaricò del progetto un noto architetto toscano, Antonio Averulino detto Filarete, che portò dalla sua terra i principi e le nuove forme del Rinascimento. 

Il complesso architettonico ha rappresentato per secoli in Italia e in Europa un esempio di avanzata struttura ospedaliera.

Durante la nostra visita ci dimenticheremo di essere nell’attuale Università Statale, compiendo un vero e proprio salto temporale, passeggiando sotto il porticato del Filarete e i diversi cortili: il cortile della ghiacciaia, della legnaia, dei bagni, della farmacia e, nell’ala di sinistra, il cortile delle balie. Rivivremo, insomma, l'antico ospedale Sforzesco in tutta la sua magnificenza. Visiteremo  la crociera di destra, ora sala di consultazione e studio, dove si vedono ancora le finestre in muratura con funzione di armadietto e ribaltina poste accanto ad ogni letto, i segni degli enormi camini che assicuravano il riscaldamento e delle porte che conducevano ai gabinetti (i cosiddetti “destri”).
Quasi cinque secoli di storia avvincente, dalla costruzione filaretiana  al paziente lavoro di ricostruzione dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, quando l’ospedale  fu quasi completamente distrutto. 

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