Cenacolo - miguidi
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Il Cenacolo

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NUOVO REGOLAMENTO PER LE VISITE GUIDATE 

- Tutti i partecipanti e la guida dovranno indossare la mascherina durante l'intera durata della visita
- I partecipanti, durante la visita, dovranno mantenere il distanziamento di almeno 1 metro
- La guida sarà dotata di un sistema di amplificatore per una migliore fruizione della visita
- I gruppi saranno composti da max 17 persone + guida abilitata 
mezzi

PAGAMENTO

€ 32 - la quota comprende: biglietto d'ingresso al Cenacolo (€ 17) + visita guidata condotta dai nostri professionisti + sistema di microfonaggio per una migliore fruizione della visita. 

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DURATA

1 ora e 30 minuti circa

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LUOGO DI RITROVO

Piazza Santa Maria delle Grazie, all'entrata del Cenacolo - Milano

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ORARIO DI RITROVO

10 minuti prima dell'orario di inizio della visita 

DESCRIZIONE

Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

L’artista ha realizzato l'Ultima Cena nel Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie per volere di Ludovico il Moro, tra il 1494 e il 1497. Il duca di Milano infatti finanziò diverse opere nel complesso di Santa Maria delle Grazie, assurto a luogo di celebrazione della casata Sforza.

La letteratura offre una preziosa testimonianza del lavoro di Leonardo: nella novella LVIII, Matteo Bandello scrive: “Soleva [...] andar la mattina a buon'ora a montar sul ponte, perché il cenacolo è alquanto da terra alto; soleva, dico, dal nascente sole sino a l'imbrunita sera non levarsi mai il pennello di mano, ma scordatosi il mangiare e il bere, di continovo dipingere”. 

Leonardo non utilizzò la resistente tecnica dell'affresco, che richiede la stesura rapida del colore sull’intonaco umido: preferì invece affidarsi alla propria vena innovativa, sperimentando un metodo diverso, in modo da dipingere a più riprese sull'intonaco asciutto. Ottenne così una pittura ricchissima di dettagli e in grado di restituire infinite trasparenze e straordinari effetti di luce.

Ma anche i potenti cadono: in questo caso il geniale artista e inventore lasciò ai posteri una pittura tanto splendida quanto fragile, che continuò a deteriorarsi nel corso dei secoli a causa di disparati fattori, come l’umidità dell’ambiente e la vicinanza delle cucine del convento. La prima crepa si manifestò già a dipinto appena terminato, e l’artista e storico dell’arte Giorgio Vasari scrisse nel 1566: "non si scorge più se non una macchia abbagliata".

Il Cenacolo è diventato il “capolavoro da salvare” per antonomasia. Quello che si vede oggi è il risultato dell'ultimo intervento conservativo, concluso nel 1999 e successivo a centinaia di disperati tentativi di restauro. Chi oggi ammira l’opera leonardesca è assai più fortunato di chi la vide quindici o vent’anni fa.

Non ci resta che partecipare alla cena, ospiti di Leonardo!

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