Campari: red passion

Prezzo

€ 15 - il prezzo comprende: visita guidata condotta da personale interno alla Galleria Campari + biglietto d'ingresso

Durata visita

1 ora e 45 minuti circa

Ritrovo

10 minuti prima 

Luogo incontro

Via Gramsci, 161, davanti al cancello - Sesto San Giovanni

Coma arrivare

Prendere la Metro M1 Sesto 1° Maggio F.S.

Data

Descrizione

Con l’apertura nel 2010 del suo splendido museo d’impresa, Campari ha celebrato i suoi 150 anni di storia.
Il gruppo Campari nasce nel 1860 con Gaspare Campari che ne è l'inventore e negli anni 90' riesce a raggiungere, grazie ad una produzione mondiale, dei successi inaspettati. L'aperitivo rosso diventa un simbolo internazionale. Con il trascorrere degli anni il gruppo Campari è diventato uno dei maggiori riferimenti per la produzione di spirit di marca.

Basti pensare che Campari Group, fondato nel 1860, è il sesto per importanza nell'industria degli spirit di marca, con un portafoglio di oltre 50 marchi che si estendono fra brand a priorità globale, regionale e locale: da Aperol, Appleton Estate, Campari, Wild Turkey, Grand Marnier, Averna, Cinzano... Ha una rete distributiva su scala globale che raggiunge oltre 190 Paesi nel mondo, con posizioni di primo piano in Europa e nelle Americhe.

Gli Headquarters, progettati da Mario Botta, si trovano a Sesto San Giovanni, nell’area che ha ospitato la produzione di Campari fino al 2005. Proprio nella palazzina in stile liberty che è stata la primissima fabbrica Campari, costruita nel 1904, ha sede il museo aziendale Galleria Campari. Si tratta di uno spazio dinamico, interattivo e multimediale, interamente dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design. L’Archivio Storico conserva oltre 3.000 opere: affiches originali della Belle Époque, manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ’30 agli anni ’90 firmate da importanti artisti come Dudovich, Cappiello, Depero, Marangolo, Crepax e Nespolo. Sono inoltre presenti caroselli e spot di registi quali Federico Fellini e Singh Tarsem e oggetti firmati da designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni.

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