Tutte le mostre di Mi Guidi

L'elenco di tutte le nostre mostre a Milano

MOSTRE (31)

MOSTRA DÜRER A MILANO
ATTUALMENTE IN PROGRAMMAZIONE

«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Durante il prossimo anno Palazzo Reale ospiterà la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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MOSTRA KANDINSKIJ A MILANO
ATTUALMENTE IN PROGRAMMAZIONE

"Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto, l'occhio il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corde". Vasilij Kandinskij
Tutto è pronto a Milano per l'avvio  di una nuova mostra incentrata sul talento di Vasilij Kandinskij. Il pittore astratto russo, vissuto a cavallo tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, sarà il protagonista assoluto di un'esposizione in programma al Mudec, dal 15 marzo al 2 luglio 2017, una sorta di rivitazione del grande evento dell'inverno 2013-14, capace di catalizzare l'attenzione di un gran numero di appassionati. E siamo sicuri che potrà continuare a coinvolgervi.

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MOSTRA KEITH HARING A MILANO
ATTUALMENTE IN PROGRAMMAZIONE

È un vero e proprio viaggio nel colore la mostra curata da Gianni Mercurio che sarà allestita a Milano nelle sale espositive di Palazzo Reale in onore di Keith Haring, compianto artista statunitense morto di AIDS a 31 anni. La mostra sarà visitabile dal 21 febbraio fino al 18 giugno 2017 e accoglierà le principali opere del pittore e writer, oltre a varie riproduzioni dei suoi maestosi murales che adornano diverse parti del mondo, compresa la facciata del convento di Sant'Antonio, a Pisa, ove l'artista ha creato la sua ultima opera muraria titolata ''Tuttomondo'', riconosciuta dallo stesso autore come uno dei suoi progetti più importanti.

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MOSTRA MANET E LA PARIGI MODERNA A PALAZZO REALE
ATTUALMENTE IN PROGRAMMAZIONE

Manet, la Parigi moderna è il titolo della mostra che si terrà da fine febbraio a Palazzo Reale. L'esposizione nasce da un progetto di Isolde Pludermacher, Caroline Mathieu e Guy Cogeval, che ne sono anche i curatori, e ha vita grazie alla gentile concessione del Musée d'Orsay di Parigi che ha messo a disposizione alcune delle opere più significative del pittore Édouard Manet.

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MOSTRA BELLOTTO E CANALETTO A MILANO

… Quanto al Canaletto, la sua specialità è di dipingere le vedute di Venezia; in questo genere supera tutto ciò che è mai esistito. La sua maniera è luminosa, gaia, viva, trasparente e mirabilmente minuziosa. Gli inglesi hanno a tal punto viziato questo pittore, offrendogli per i suoi quadri tre volte di più di quanto ne chieda egli stesso, che non è più possibile comprar nulla da lui …      C.H de BROSSES, Letires familieres …. 1739.
Una grande mostra alle Gallerie d'Italia di Piazza Scala a Milano.
Più di cento tra dipinti, disegni e incisioni - di cui una parte mai esposti in Italia - a celebrare i due grandi artisti del vedutismo veneziano e del Settecento Europeo:  Antonio Canal, detto “il Canaletto” e  suo nipote Bernardo Bellotto. Un affascinante viaggio che mette a confronto il genio pittorico e l’intelligenza creativa dei due artisti e che ci regalerà una esperienza totalizzante tra cielo, terra e mare, colori, luci, e le strabilianti prospettive di una Venezia, mai stata così bella.

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MOSTRA HOMO SAPIENS A MILANO

Rari nantes in gurgite vasto [Pochi nuotatori in un gorgo immenso] (Eneide, canto I, v. 118)
Questo esametro di Virgilio, con cui si racconta il naufragio della flotta troiana dopo la tempesta scatenata dalla dea Giunone, è divenuto quasi proverbiale ed è stato anche utilizzato come metafora dell’origine dell’uomo, all’alba del suo cammino, quando la nostra specie era composta da pochi esemplari che abitavano l’Africa orientale.
Discendiamo tutti da questa piccola popolazione stanziata in una valle etiopica e la mostra che sarà ospitata al Museo delle Culture da settembre a febbraio lo racconterà. Un’esposizione interattiva, multimediale e itinerante che, alla sua quarta tappa dopo Roma, Trento e Novara, si proporrà in un’edizione arricchita dai reperti etnografici conservati nella collezione permanente del Mudec.

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MOSTRA ARNALDO POMODORO A MILANO

«La sfera è una forma magica. La superficie lucida rispecchia ciò che c'è intorno, restituendo una percezione dello spazio diversa da quello reale, e crea mistero. Rompere questa forma perfetta mi permette di scoprirne le fermentazioni interne mostruose e pure» (Arnaldo Pomodoro).
Se le sue sculture più famose sono proprio le sfere di bronzo, che si scompongono e si aprono facendo scoprire il loro meccanismo interno e creando un contrasto perfetto tra la levigatezza della superficie esterna e la complessità dell'interno, la mostra a Palazzo Reale racconta tutto il percorso artistico di Arnaldo Pomodoro (nato a Morciano di Romagna il 23 giugno 1926) in occasione del suo novantesimo compleanno.

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MOSTRA RUBENS A MILANO

«Sono solamente un semplice uomo che sta da solo con i suoi vecchi pennelli, chiedendo a Dio di dargli ispirazione» (Pieter Paul Rubens).
Il genio di Pieter Paul Rubens fu il trait d’union tra il mondo artistico fiammingo e quello italiano poiché importò nelle terre del freddo Nord la lezione dei grandi maestri del Rinascimento ed portò nella penisola italiana le caratteristiche della pittura nordica.
Per questa ideale fusione egli può essere non a torto definito come l’iniziatore della pittura barocca europea, poiché, come mira a sottolineare la mostra di Palazzo Reale, la maniera del maestro olandese fu fondamentale per la formazione della generazione di giovani artisti che animarono il panorama della prima metà del Seicento italiano, da Pietro da Cortona a Gian Lorenzo Bernini e Luca Giordano.

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MOSTRA BASQUIAT A MILANO

«Da quando avevo 17 anni, ho sempre pensato che sarei diventato una star. Dovrei pensare ai miei eroi, Charlie Parker, Jimi Hendrix... avevo un'idea romantica di come le persone diventassero famose» (Jean-Michel Basquiat).
La breve parabola della vita di Jean-Michel Basquiat, che nacque a New York nel 1960 e si spense a soli 27 anni nella Grande Mela, contribuì a creare una leggenda intorno a lui e alla sua arte.
Le circa cento opere esposte al Mudec permettono di ricostruire la storia del suo percorso artistico in cui si sono fuse magistralmente le sue radici africane con la realtà della vita urbana newyorchese.
Una vita travagliata quella di Basquiat, definito il James Dean dell’arte moderna, iniziata nel sobborgo di Brooklyn dove viveva con il padre, che proveniva da Haiti, e con la madre statunitense ma di origini portoricane, che lo avvicinò all’arte.

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MOSTRA "HOKUSAI, HIROSHIGE, UTAMARO. LUOGHI E VOLTI DEL GIAPPONE" A MILANO

«Hokusai non è solo un artista fra altri nel mondo fluttuante, è un’isola, un continente, da solo un mondo». (Edgar Degas)
Con queste parole il pittore francese Degas definiva l’artista giapponese Katsushika Hokusai la cui arte aveva colpito e influenzato alcuni pittori impressionisti, da Manet a Monet, da Renoir a Degas stesso, che dimostrarono nelle loro tele il debito nei confronti dell’arte giapponese tanto che l’incisore Philippe Burty coniò il termine japonisme (giapponismo) per descrivere l’interesse verso l’arte del Sol Levante.
L’arte di Hokusai e di altri interpreti dello stile ukiyo-e si diffuse in Europa e in America dopo che la Restaurazione Meiji del 1868 restituì il potere all’imperatore, facendo uscire il Giappone da un lungo periodo di isolamento. Così stampe giapponesi fecero la loro comparsa nelle opere stesse degli impressionisti, come sulla parete di fondo nel famoso ritratto di Émile Zola di Edouard Manet.

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MOSTRA ESCHER A MILANO

«Le leggi della matematica non sono semplici invenzioni o creazioni umane. Esse semplicemente "sono"; esistono abbastanza indipendentemente dall'intelletto umano. Il meglio che chiunque possa fare è di scoprire che queste esistono e di prenderne conoscenza» (Maurits Cornelis Escher).
Questa affermazione descrive in maniera emblematica il lavoro di Maurits Cornelis Escher (1898-1972), l’artista olandese nato quando l’Ottocento si affacciava alle soglie di un nuovo secolo che si sarebbe dimostrato ricco di nuove idee e fecondo per la nascita di avanguardie la cui forza dirompente avrebbe rivoluzionato la storia dell’arte.
La formazione di Escher affonda le sue radici nello stile Liberty con il preziosismo formale e la particolare attenzione alla decorazione che caratterizzano fin dall’inizio la sua cifra stilistica.

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MOSTRA "SOTTOSOPRA.100 ANNI DI SCULTURA DAI DEPOSITI GAM" A MILANO

«Dico, adunque, che la scultura e la pittura per il vero son sorelle, nate di un padre che è il disegno, in un sol parto et ad un tempo; e non precedono l'una all'altra, se non quanto la virtù e la forza di coloro che le portano addosso fa passare l'uno artefice innanzi all'altro; e non per differenzia o grado di nobiltà che veramente si trovi in fra di loro» (Giorgio Vasari).
La scultura è stata la protagonista delle ultime mostre che la Galleria d’Arte Moderna di via Palestro ha dedicato ad Alberto Giacometti, Medardo Rosso e Adolfo Wildt; anche la nuova esposizione che la GAM ha in calendario per il prossimo autunno prosegue lungo questo filone e svela parte del suo immenso patrimonio scultoreo conservato nei depositi e pertanto di solito non visibile al pubblico.

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MOSTRA "LA RINASCITA DI MILANO. 1943 - 1953"

Nel corso del 1943 Milano subisce una serie di devastanti bombardamenti aerei. Dai tempi di Barbarossa la città non era più stata oggetto di una simile furia distruttrice, tanto che al termine del conflitto il suo volto apparirà irriconoscibile, il suo profilo alterato in modo irrevocabile. Vengono colpiti la Scala, Palazzo Marino, la Galleria, il Castello, i teatri, le chiese, le dimore nobiliari. Ovunque distruzione e morte. Si calcola che ben più della metà del centro cittadino sia stato distrutto o irreparabilmente lesionato. I morti alla fine si conteranno a migliaia - oltre duecento soltanto i bimbi sepolti nella scuola Crispi di Gorla.
All'alba del 26 aprile 1945, finalmente liberata, la cittá si risveglia ferita e avvolta in un cumulo di desolanti macerie ma non piegata nello spirito e anzi animata da una forte voglia di riscatto.

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MOSTRA BOCCIONI A MILANO

“Bisogna dipingere non il visibile ma quello che finora fu tenuto per invisibile, cioè quello che vede il pittore veggente” Umberto Boccioni.
È Boccioni stesso ad introdurre il visitatore alla mostra, con il suo celebre Autoritratto proveniente dalla Pinacoteca di Brera, esposto al centro della prima sala.

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MOSTRA JOAN MIRÓ A MILANO

"Un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni" Jacques Prévert
Il poeta Jacques Prévert così definisce Joan Miró,  riassumendo alcune delle sue peculiarità,  come la semplicità, l’immediatezza, la curiosità e lo straordinario estro creativo, che lo hanno reso uno dei più vivaci esponenti del Surrealismo.

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MILANO CITTÀ D’ACQUA, UNA MOSTRA DA NON PERDERE

E’ una mostra a tuttotondo, per calarci quanto più possibile in quella “Milano, città d’acqua”, così lontana dalla nostra di oggi.  A Palazzo Morando, ben 150 immagini d’epoca, provenienti da archivi pubblici e privati, oltre a documenti inediti e materiale cartografico per testimoniare la ricchissima presenza d’acqua in città  a partire dalle cronache due-trecentesche di Bonvesin de la Riva e di Galvano Fiamma che descrivevano la città ambrosiana come ricca di rogge e canali lussureggianti e pescosi, e disseminata di mulini.

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Medardo Rosso: la Luce e la Materia

« Come la pittura, anche la scultura ha la possibilità di vibrare in mille spezzature di linee, di animarsi per via di sbattimenti d'ombre e di luci, più o meno violente, d'imprigionarsi misteriosamente in colori caldi e freddi - quantunque la materia ne sia monocroma - ogniqualvolta l'artista sappia calcolare bene il chiaroscuro che è a sua disposizione; di riprodurre in una parola con tutto il loro ambiente proprio e di farceli rivivere ».

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