Milano, chiese e basiliche

IL CONSERVATORIO E LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PASSIONE

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Lunga è la lista degli insigni musicisti che qui hanno studiato, da G. Bottesini a A. Catalani, da A. Ponchielli a G. Puccini, e nella seconda metà del Novecento non c'è stato grande autore italiano che non abbia insegnato o lavorato tra le sue storiche mura, tanto da avere dato vita a una vera "scuola milanese" di Composizione riconosciuta a livello internazionale.  Una piccola curiosità: il Conservatorio fu intitolato a Giuseppe Verdi nonostante quest'ultimo poco prima di morire avesse manifestato parere del tutto contrario; ciò in quanto proprio il maestro Giuseppe Verdi fu scartato all'età di 18 anni a causa dell'età "avanzata" (normalmente l'ingresso al Conservatorio era riservato a soggetti di 14 anni) nonché a causa della postura della mano giudicata erronea dalla commissione esaminatrice.
I chiostri in cui sorge il Conservatorio facevano parte della chiesa di Santa Maria della Passione,  la seconda per dimensioni della nostra città, dopo il Duomo e certamente una tra le maggiori per l'importanza della sua dotazione d'arte. Una basilica che incanta, con affreschi e tele di grande bellezza, oltre che per i preziosi organi a canne e gli altari in marmi pregiati. Sono racchiuse qui un grandissimo numero di opere pittoriche di grande pregio, firmate dai maggiori artisti del Cinquecento e del Seicento (Daniele Crespi, Simone Peterzano, Gaudenzio Ferrari, solo per citarne alcuni); e, - dulcis in fundo -  la stupefacente Sala Capitolare ove si possono ammirare bellissimi affreschi di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, che qui ha concepito una sorta di galleria di ritratti sacri su sfondi paesaggistici, uno scenario di grande suggestione.

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