Milano, chiese e basiliche

Le chiese più belle di Milano

MILANO SACRA (22)

SANT'AMBROGIO E LA SUA BASILICA
ATTUALMENTE IN PROGRAMMAZIONE

Aveva scelto la carriera di magistrato – seguendo le orme del padre, prefetto romano della Gallia – e, all’età di 30 anni, Ambrogio era già console di Milano, a quel tempo una delle quattro capitali dell’Impero Romano d’Occidente.
Milano, è il 7 Dicembre del 374 d.C. Cattolici e Ariani si contendono il diritto di nominare il nuovo vescovo. Spetta ad Ambrogio il compito di garantire in città l’ordine pubblico. Egli parla alla folla con tale buon senso e autorevolezza che si leva un grido “Ambrogio Vescovo”... comincia così la sua nuova vita.

Vai alla scheda di dettaglio e prenotazione

IL CONSERVATORIO E LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PASSIONE

Annoverato tra gli istituti più prestigiosi di tutta Europa, il Conservatorio Giuseppe Verdi fu istituito con Regio Decreto Napoleonico nel 1807, grazie al Vicerè d'Italia e figliastro di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, nell’ex convento accanto alla Chiesa di Santa Maria della Passione.  Il luogo venne scelto come particolarmente adatto perché  "lontano dalle distrazioni e dallo strepito della città" e anche perché i suoi due recinti apparivano "totalmente divisi e distinti in modo che non potrà quello dei maschi avere comunicazione immediata coll'altro delle fanciulle".

Vai alla scheda di dettaglio e prenotazione

SANTA MARIA DELLA PASSIONE: UNO SCRIGNO D'ARTE NEL CUORE DI MILANO

Spostandosi di poco da San Babila, in una delle zone più belle di Milano, si raggiunge la seconda Chiesa per dimensioni della nostra città e certamente una tra le maggiori per l'importanza della sua dotazione d'arte: la Chiesa di Santa Maria della Passione. Santa Maria della Passione viene considerata uno dei più bei monumenti del tardo Rinascimento milanese, anche se alcune parti  sono barocche. Una chiesa che incanta, con affreschi e tele di grande bellezza, oltre che per i preziosi organi a canne e gli altari in marmi pregiati.

Vai alla scheda di dettaglio e prenotazione

PROSPETTIVE STRABILIANTI: DAL SEGRETO DI SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO AI CORTILI BRAMANTESCHI

All'inizio di via Torino, sul lato sinistro venendo dal centro, c'è un banchetto di fiori e, rientrato rispetto alla linea degli altri edifici, questa chiesa protetta da una cancellata. Sconosciuta a molti, Santa Maria presso San Satiro,  è in assoluto una delle chiese più interessanti di Milano. Entrando, si rimane subito stupiti dal senso di grandezza, maestosità e luminosità degli spazi, ma non si coglie la geniale soluzione attuata da Donato Bramate, ciò per cui oggi San Satiro è famosa anche oltre i confini cittadini.

Vai alla scheda di dettaglio e prenotazione

LE VETRATE DEL DUOMO: UNA BIBBIA DI LUCE SCOLPITA NEL VETRO

Sei secoli di storia per comporre una delle Bibbie più incredibili della storia, la Bibbia di luce scolpita nel vetro.
Un mosaico di vetri colorati, metafora del riflesso divino. Metri quadrati di vetrate istoriate incastonate come preziosi nel nostro caro marmo di Candoglia. E noi, col naso all’insù, a cercare di scorgere i particolari più nascosti e fuggevoli al nostro occhio terreno e tremendamente umano, al cospetto di tanta spiritualità. Con le sue cinquantacinque vetrate monumentali, il Duomo è un libro aperto sull'evoluzione dell'arte del vetro dal Quattrocento sino al Novecento. Una storia fatta di maestri vetrai, di rapporti con la Veneranda Fabbrica del Duomo, di maestranze d’Oltralpe che qui hanno lavorato e da cui abbiamo inizialmente importato tecniche e colori (il rosso, in particolare dai francesi).

Vai alla scheda di dettaglio e prenotazione

SAN NAZARO IN BROLO

Su una tranquilla piazzetta del trafficato Corso di Porta Romana sorge il più antico monumento della cristianità a Milano insieme alla Basilica di Sant'Ambrogio: San Nazaro in Brolo, l’antica Basilica Apostolorum (382 c.) cioè degli apostoli, e infatti al suo interno sono custodite, oltre alle reliquie di San Nazaro, anche quelle degli apostoli Andrea, Giovanni e Tommaso.

Vai alla scheda di dettaglio e prenotazione
Sottoscrivi questo feed RSS

Chiese Milano: gli edifici di arte e di culto della città meneghina

Quasi tutte le basiliche e le chiese di Milano possono essere considerate dei piccoli musei per via della loro architettura e per i capolavori artistici che ospitano al loro interno. Leonardo Da Vinci, Bramante, Bernini, Bergognone, Luini, Gaudenzio Ferrari sono solo alcuni dei nomi illustri che hanno lavorato, tra il medioevo e il Rinascimento, nelle chiese di Milano, permettendoci oggi di ammirare ed apprezzare queste opere d’arte. Non solo il Duomo quindi, simbolo di Milano e uno dei migliori esempi di gotico in Italia, ma anche Sant’Ambrogio, Sant’Eustorgio e Santa Maria delle Grazie, nel cui refettorio è conservato il capolavoro di Leonardo, L’ultima Cena.

Da non perdere sono anche Santa Maria presso San Satiro con la finta architettura illusionistica di Bramante e San Maurizio completamente affrescata.

Il Duomo: simbolo della città e manifesto del gotico internazionale

Il Duomo è il simbolo di Milano per eccellenza; voluto da Gian Galeazzo Visconti per sottolineare il proprio potere politico è diventato nel corso del tempo un punto di riferimento importante per la città. Terzo per dimensioni dopo San Pietro e la Cattedrale di Siviglia, con i suoi 11.700 metri quadri, segna l’arrivo dello stile gotico in città, un gotico declinato però in maniera locale, assai differente rispetto alle grandi cattedrali a nord delle Alpi. Se da un lato ne conserva infatti alcune caratteristiche (guglie, pinnacoli, splendide vetrate policrome, statue e bassorilievi, doccioni) dall’altro introduce particolari propriamente locali come ad esempio le terrazze. La vicenda della sua costruzione, perdurata per oltre 600 anni, ha permesso di creare un capolavoro originale, unico nel suo genere.

Le sue statue, più di tremila, sono un catalogo dell’evoluzione della scultura dalla fine del 1300 fino alla metà dell’800 e oltre.

Solo nel 1774, dopo la costruzione della guglia maggiore fu posizionata la Madonnina che veglia su tutta la città, mentre la facciata fu completata nel 1813 per volere di Napoleone, che proprio nel Duomo fu incoronato Re d’Italia.

San Maurizio al Monastero Maggiore

Definito la Cappella Sistina di Milano, il monastero di San Maurizio, soprattutto dopo i recenti restauri è davvero un gioiello imperdibile nei percorsi delle Chiese Milanesi. Una facciata mai finita, in Pietra di Ornavasso, estremamente sobria, cela una successione di splendidi affreschi, il cui artefice principale è Bernardino Luini, ma che mostrano l’evoluzione della pittura milanese nella prima metà del Cinquecento.

Monastero benedettino femminile, la sua struttura si deve probabilmente a Dolcebuono che qui vicino aveva la sua abitazione. Ma è l’aspetto decorativo, perfettamente integrato con l’architettura, ad essere straordinario. Nell’aula delle Monache dal tardo gotico dello splendido cielo stellato con stelle dorate e fondo blu di lapislazzuli, al matroneo dove le Sante affacciate attribuite a Butinone e Zenale sono probabilmente ritratti delle benedettine che vivevano nel monastero. E poi Bernardino Luini con le sue Sante, belle ed eleganti come dame di corte. Nell’aula dei fedeli compaiono anche i committenti della seconda parte dei lavori, dal 1521, Ippolita Sforza e Alessandro Bentivoglio.

Basilica di Sant’Ambrogio

Divenuto vescovo nel 374, Ambrogio ha subito ben chiara l’importanza dell’architettura come mezzo per consolidare la fede cristiana. A ciò si deve l’edificazione di quattro basiliche, ognuna su una direttrice stradale importante ai cardini della città, dedicate ad Apostoli, Martiri, Profeti e Vergini.  

La Basilica a lui più cara è quella legata al culto dei Martiri, veri e propri esempi per la cristianità, costruita nel 379, per accogliere le sue spoglie, ancora oggi visibili insieme ai resti di San Gervasio e San Protasio.

Si tratta di uno dei massimi esempi di romanico lombardo.

Tra i capolavori di epoche differenti ospitati al suo interno da non perdere il sarcofago di Stilicone mirabile esempio di arte paleocristiana sormontato da un monumentale pulpito di XII secolo, il ciborio decorato in stucchi policromi di IX secolo e il mosaico absidale con al centro il Cristo Pantocratore e ai lati il Miracolo dell’Ubiquità di S. Ambrogio di VIII-IX secolo.

Ma il simbolo stesso della basilica è l’altare d’oro, capolavoro di oreficeria carolingia commissionato dall’arcivescovo Angilberto II e realizzato da Vuolvinio: oro, argento, smalti e pietre preziose danno vita ad un complesso programma iconografico che mette in parallelo la vita di Cristo con la vita di Ambrogio.

Dalla navata destra si può accedere alla cappella di San Vittore in Ciel d’Oro, dedicata al martire Vittore e destinata da Ambrogio ad ospitare anche i resti del fratello Satiro, che conserva uno splendido mosaico raffigurante Gervasio e Protasio, Materno, Nabore e Felice e il ritratto più fedele di Ambrogio che ci sia rimasto, assai differente dagli altri per la resa realistica.

Santa Maria delle Grazie e l’Ultima Cena di Leonardo

Capolavoro dell’arte del Rinascimento a Milano, la chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie è uno dei più famosi monasteri costruiti nel corso del Quattrocento in Italia settentrionale.

L’inizio della sua costruzione per opera di Guiniforte Solari si deve, nel 1463, al dono da parte di Gaspare Vimercati di una cappella di famiglia dedicata alla Madonna delle Grazie, ma già nel 1492 Ludovico il Moro decise di trasformarla nel mausoleo per lui e per la sua famiglia, dando incarico a Donato Bramante che ideò la monumentale tribuna rompendo definitivamente con la tradizione locale.

Contemporaneamente, nell’attiguo refettorio venivano realizzati due capolavori pittorici, La Crocifissione di Montorfano, grande affresco ricco di personaggi, e L’ultima Cena, oggi Patrimonio dell’Unesco, preziosa testimonianza dell’arte di Leonardo da Vinci che vi rappresenta non soltanto “i moti dell’animo”, ma un vero e proprio compendio degli studi da lui condotti fino a quel momento.

Basilica di Sant’Eustorgio e Cappella Portinari

Al di fuori delle mura cittadine, in un’area di necropoli, in prossimità dell’antico fonte di San Barnaba dove la tradizione vuole che siano stati battezzati i primi cristiani di Mediolanum, sorge la chiesa dedicata al vescovo Eustorgio. Fu lui che, a metà del IV secolo, portò a Milano le reliquie dei Re Magi, dono dell’imperatore come premio per la sua eloquenza, poi sottratte durante l’assedio del Barbarossa e infine riportate, ma solo in parte, con il cardinal Ferrari.

Visconti prima e Sforza poi fecero costruire sulla navata di destra una serie di cappelle funerarie che ospitano ancora oggi le tappe fondamentali dell’evoluzione della scultura e delle pittura a Milano per tutto il 1300.

A partire dal 1468 alla struttura principale della Chiesa fu aggiunta la Cappella Portinari, per volere del fiorentino Pigello Portinari, esempio di commistione tra la tradizione lombarda e l’architettura del rinascimento fiorentino, decorata al suo interno da uno splendido ciclo di affreschi con Episodi della vita di S. Pietro Martire opera di Vincenzo Foppa. Al centro della cappella, l’Arca di San Pietro martire capolavoro di scultura gotica realizzata da Giovanni di Balduccio.

Chiesa di S. Maria presso S. Satiro

Sorta accanto ad un sacello di IX secolo destinato a San Satiro, fratello di Sant’Ambrogio, la chiesa  può essere definita a buon diritto il primo edificio pienamente rinascimentale di Milano.

Alla fine del Quattrocento infatti, Donato Bramante progetta il finto coro prospettico sfruttando uno spazio di soli 97 cm. per inserire arcate e nicchie che continuano quelle della navata centrale.

Dello stesso Bramante è anche la Sacrestia a pianta ottagonale, decorata con terrecotte di Agostino de’ Fondulis in cui unisce elementi di scuola toscana ad altri di scuola tipicamente lombarda.

Nel sacello dedicato a S. Satiro, sempre di Agostino de’ Fondulis, il Compianto sul Cristo Morto: 14 figure in terracotta policroma, rappresentate in maniera realistica mediante la caratterizzazione degli stati d’animo.

Basilica di Santa Maria della Passione

Una storia lunga e complessa quella di S. Maria della Passione, nata come chiesa a pianta centrale e modificata nel tempo con l’aggiunta del corpo longitudinale a tre navate.

Seconda per dimensioni al Duomo, alla sua costruzione si succedettero diversi architetti, che ne mutarono forme e dimensioni. Se il progetto iniziale può attribuirsi a Giovanni Battagio, non è noto il nome dell’architetto che ideò la pianta a stella della tribuna, uno dei risultati più alti e raffinati dell’architettura quattrocentesca milanese. Differenti le forme del tiburio, dal tono tono severo e dalle forme monumentali tipico della metà del Cinquecento. L’intervento di Martino Bassi alla fine del ‘500 la trasformerà per l’ultima volta, creando un corpo longitudinale a tre navate con due file di cappelle laterali.  

Splendidi gli affreschi di inizi Cinquecento nella Sala Capitolare dell’annesso monastero, opera di Bergognone, recentemente restaurati.

Chiesa di San Fedele

Nell’area di Milano in cui si concentrano le maggiori novità architettoniche della fine del Cinquecento, costituisce il modello di riferimento delle chiese costruite seguendo i dettami del Concilio di Trento. Si deve a Carlo Borromeo, che di quel Concilio fu il migliore interprete in città, e al suo architetto di fiducia, Pellegrino Tibaldi, l’edificazione, a partire dal 1569, della prima casa professa dei Gesuiti, in sostituzione della piccola chiesa di San Fedele e della precedente chiesa di Santa Maria in Solariolo. L’edificazione proseguì nel corso dei secoli, ma sempre con grande rispetto del progetto di Tibaldi.

Al suo interno si conservano non solo capolavori pensati per questa sede ma anche quanto resta dell’antica chiesa di Santa Maria alla Scala che sorgeva sul luogo dell’attuale teatro e opere assi più moderne come le Via Crucis di Fontana, l’unica in terracotta tra quelle realizzate dall’artista.

Chiesa di San Giovanni in Conca

La cripta, insieme a pochi resti dell’abside, è quanto resta della chiesa di S. Giovanni in Conca, di fondazione paleocristiana, ricostruita nell’XI-XII secolo e riedificata nel XIII secolo dopo la distruzione del Barbarossa.

Nel corso del Trecento diviene la cappella gentilizia di Bernabò Visconti signore della città insieme a Galeazzo II. Qui, tra le pareti sontuosamente affrescate, trovarono sepoltura Regina della Scala nel 1384 e, l’anno successivo, lo stesso Bernabò Visconti, avvelenato a Trezzo d’Adda dal nipote Gian Galeazzo.

Per questa chiesa fu commissionato lo splendido monumento funerario di Bernabò, opera di Bonino da Campione, oggi al Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco.

Sconsacrata dagli Austriaci, chiusa definitivamente dai Francesi, demolita per “esigenze di viabilità” dopo l’Unità d’Italia, resta oggi soltanto una minima parte dell’antica costruzione, la cui facciata è stata riutilizzata per la Chiesa Valdese di via Sforza.

Basilica di San Nazaro in Brolo

Lungo la “via Porticata”che conduceva in direzione di Roma, Ambrogio fondò tra 382 e 386 la Basilica Apostolorum, deponendo nell’altare una splendida Capsella in argento finemente decorata contenente le reliquie “da contatto” degli Apostoli, che papa Damaso gli aveva donato. A queste importanti testimonianze si aggiunse nel tempo anche il corpo del martire San Nazaro, identificato da Ambrogio in un cimitero extraurbano.

Lo stesso Ambrogio, consapevole dell’importanza di veicolare il messaggio cristiano anche mediante l’architettura, sceglierà per questa basilica una forma nuova, a forma di croce. È questa dunque la più antica chiesa a croce latina della storia dell’arte occidentale.

Modificata nel corso degli anni, la basilica conserva nei sotterranei le murature originarie dell’età di Ambrogio, reperti e lapidi romane che ci forniscono un interessante spaccato della Milano tra IV e V secolo.

Nel 1512 viene aggiunto una sorta di vestibolo all’ingresso originario: è la Cappella Trivulzio mausoleo della famiglia di Gian Giacomo Trivulzio maresciallo al servizio di Luigi XII di Francia, su progetto del Bramantino.

Chiesa di San Gottardo

La “mirabile cappella” descritta da Galvano Fiamma e dedicata alla Beata Vergine era originariamente annessa al palazzo dell’Arengo, e costituiva la cappella gentilizia di Azzone Visconti.

Fu proprio Azzone che contribuì a dare un nuovo volto alla città, introducendo il linguaggio toscano in pittura chiamando Giotto per decorare il “salone della Vanagloria” all’interno dell’Arengo, completamente distrutto dalle trasformazioni di Piermarini. Ma l’impatto del Maestro è ancora oggi visibile nell’affresco della Crocefissione, trasferito all’interno della chiesa solo negli anni ’50 del Novecento. Qui per la prima volta compaiono i sentimenti dei personaggi rappresentati con estremo realismo nelle espressioni dei volti, nelle caratteristiche fisiche, nella drammaticità degli sguardi vivi e intensi.

Ed è sempre il signore di Milano a commissionare il proprio monumento funerario a Giovanni di Balduccio, che supererà il linguaggio dei maestri Campionesi traghettandolo verso il gotico.

Da non perdere il campanile ottagonale in cotto, progettato dall’architetto Francesco Pecorari, su cui fu posto il primo orologio meccanico della città, che diede il nome alla Contrada delle Ore.

Chiesa di Santa Maria Incoronata

Simbolo dell’amore coniugale tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti è la chiesa a doppia facciata, lungo la strada che un tempo conduceva da Milano a Como.

Accanto alla chiesa dedicata alla Beata Vergine di Garegnano, sede della Congregazione lombarda dell’Osservanza degli Eremitani di S. Agostino, la duchessa Bianca Maria commissionò una nuova chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino, due chiese gemelle con doppia facciata a suggellare pubblicamente la fedeltà al consorte.

Nel 1468 tuttavia, grazie ad una ingente donazione da parte di Galeazzo Maria Sforza succeduto al padre, la chiesa si trasformò ulteriormente e l’interno fu trasformato in uno spazio unitario.

All’interno un affresco unico nel suo genere a Milano, il Torchio Mistico, attribuito al Bergognone, una delle più toccanti raffigurazioni dell’iconografia cristiana.

Chiesa di Santa Maria Rossa di Crescenzago

Sulla via che usciva da Milano in direzione di Bergamo, all’altezza di Crescenzago, fondata dai Canonici Lateranensi su un edificio precedente, la chiesa rappresenta il tipico esempio di romanico lombardo, con facciata a capanna, archetti ciechi e ampio uso del mattone. È, insieme a S. Maria Bianca di Casoretto e alla scomparsa S. Maria Nera di Loreto una delle tre chiese di pellegrinaggio della città di Milano.

All’interno la struttura è articolata in tre navate, suddivise da pilastri. Dopo il restauro del 2000 sono finalmente tornati visibili gli affreschi trecenteschi nel catino absidale che rappresentano il Cristo Benedicente circondato da quattro angeli; sulla volta del presbiterio un ciclo di affreschi dall’iconografia assai rara, ispirati a Vangeli Apocrifi, tra cui la scena dell’Annunciazione della Morte di Maria, assi rara in tutta la storia dell’arte, mostrano un forte influsso bizantino.

Chiesa di Santa Maria Bianca al Casoretto

Alla fine della strada di Loreto, fondata dai Canonici Lateranensi, è una delle tre chiese di pellegrinaggio sulla strada di accesso alla città insieme a S. Maria Rossa a Crescenzago e Santa Maria Nera di Loreto oggi scomparsa.

Costruita da Guiniforte Solari a partire dal 1472, la chiesa è poco conosciuta ma conserva al suo interno alcuni capolavori tra cui l’affresco della Vergine Bianca della Misericordia, attribuito ad un maestro lombardo influenzato da Pisanello e facente parte probabilmente della cerchia degli Zavattari, esempio importante di pittura tardogotica lombarda.

Basilica di San Lorenzo Maggiore

Lungo la strada che conduceva verso Ticinum, l’antica Pavia, preceduta da un imponente colonnato in marmo bianco, unica testimonianza del quadriportico che chiudeva la piazza antistante, la chiesa attuale è frutto di rifacimenti successivi che ne hanno trasformato architettura e decorazione. Ma basta spostarsi nell’attiguo parco delle basiliche per comprenderne la forma originaria; fondata tra fine IV e inizi V secolo, si tratta di una basilica ad aula centrale, inusuale per l’Occidente.

“Non esiste al mondo chiesa più bella”, fatta “di porfido e oro” scrive il vescovo di Alba all’imperatore Enrico IV; la ricchezza delle decorazioni e l’utilizzo di materiali di reimpiego (marmi di diversa qualità, tessere in vetro, foglia d’oro), ha fatto ipotizzare che il committente sia stato lo stesso imperatore.

Oggi solo la cappella di S. Aquilino può aiutarci a ricostruire questo splendore con i suoi preziosi mosaici. Nell’atrio figure a grandezza naturale, disposte su due ordini sovrapposti, rappresentano patriarchi, apostoli, martiri e le dodici tribù di Israele. All’interno dell’ottagono mosaici in pasta vitrea e oro nei semicatini delle due nicchie di fondo costituiscono, insieme a quelli di S. Vittore in Ciel d’oro gli unici esempi di età tardo antica conservati a Milano.

Ma la vera sorpresa è nascosta sotto la cappella; nei sotterranei infatti sono visibili parti delle fondazioni realizzate con materiale di reimpiego, blocchi di ceppo e serizzo provenienti dal vicino anfiteatro.

Chiesa di Sant’Antonio

Nella zona del vecchio Brolo sorgeva l’Ospedale con annessa chiesa fondato per lascito testamentario nel 1127 da Ruggero Cerro, in cui si curava una infiammazione che in quei tempi mieteva numerose vittime, il “fuoco sacro” o “fuoco di S. Antonio”. Ospedale e chiesa attigua furono intitolati definitivamente al Santo quando nel 1272, arrivarono dalla Francia i frati antoniani. La chiesa è stata modificata più volte nel corso del tempo, fino ad assumere, nel 1584 la forma attuale con pianta a croce latina e navata unica. Al suo interno, la decorazione delle cappelle costituisce un vero e proprio catalogo di pittura tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600: Corbetta, Fede Galizia, i Procaccini, Moncalvo, Tanzio da Varallo sono solo alcuni degli artisti che qui hanno lavorato.

Basilica di San Carlo al Corso

Splendido esempio di neoclassico lombardo, la chiesa dedicata a San Carlo Borromeo viene costruita dal 1839 su progetto di Carlo Amati sull’area del complesso di Santa Maria dei Servi. Per i suoi elementi circolari, la cupola ampia quanto il corpo della chiesa, le esedre e le colonne monolitiche in granito di Baveno che descrivono la piazza, si ispira al Pantheon di Roma. Numerosissime le sculture, quasi un centinaio, che costituiscono la gran parte della decorazione della chiesa costituendo un vero percorso didattico per i fedeli e contribuendo ad accrescere la monumentalità dell’edificio. Nell’imponenza del complesso passa quasi inosservato il campanile; eppure è il più alto della città raggiungendo ben 84 metri. Le sue campane incantarono persino il maestro Toscanini che per meglio gustarne il suono era solito recarsi ai bastioni di Porta Venezia.

San Vincenzo in Prato

Poco nota e poco appariscente, la chiesa di San Vincenzo in Prato è una delle chiese di più antica fondazione a Milano. Sorta tra IX e XI secolo su un’area funerario di età romana, pur essendo stata trasformata nell’uso durante i secoli conserva ancora la pianta originaria, senza sovrapposizioni con altri stili. Sull’altare maggiore domina l‘affresco della Madonna del pianto, attribuito alla scuola degli Zavattari; nel Battistero è invece conservata la Pietra Santa che secondo la tradizione reca l’impronta del piede di Ambrogio, che la utilizzò per salire a cavallo.

Chiesa di San Cristoforo

Per chi arrivava lungo il Naviglio Grande, la prima tappa di avvicinamento a Milano era costituita dalla chiesa di San Cristoforo, la “chiesa doppia”, costruita in mattoni e decorata sulla facciata da affreschi votivi dagli splendidi colori. Due costruzioni differenti, la prima costruita  nel 1192 e ampiamente rimaneggiata nel Trecento, in stile romanico, la seconda di XV secolo, voluta da Gian Galeazzo Visconti a seguito della cessata peste del 1399, unite nel 1625 a costituire un complesso a due navate.

Qui, secondo la tradizione, fu dato ai milanesi il primo annuncio della sconfitta del Barbarossa a Legnano.

La ricca decorazione pittorica ne fa un vero e proprio scrigno di arte lombarda. Interessante il Cristo benedicente della parte sinistra di forte influenza bizantina, splendidi gli affreschi nella cappella Ducale che richiamano l’arte della bottega degli Zavattari a Monza.

Chiesa di San Babila

Ricordato per essere il luogo dove fu battezzato Alessandro Manzoni, la chiesa racchiude al suo interno ben 1400 anni di storia.

Fu edificata all’esterno della città romana, in prossimità Posterla di Monforte nell’XI secolo, su di una piccola basilica protocristiana. Qui secondo la tradizione si riunirono i primi cristiani di Milano tra cui San Barnaba. Successivamente fu arricchita dalle reliquie del vescovo di Antiochia, San Babila. A lungo considerata la chiesa più importante dopo il Duomo e la Basilica di Sant’Ambrogio, fu pesantemente modificata nel corso dei secoli. Solo tra il 1881 e il 1890 fu completamente restaurata e riportata alle forme originarie dall’architetto Paolo Cesa Bianchi; la facciata neoromanica fu completata nel 1905 dall’architetto Cesare Nava. Degni di nota i capitelli originali dell’XI secolo, assai simili a quelli presenti in Sant’Ambrogio e l’affresco del catino absidale, opera di Luigi Cavenaghi, che raffigura San Babila insieme ai tre giovani martirizzati con lui.

Chiesa di San Marco

Dedicata a San Marco, secondo la tradizione, in ringraziamento dell’aiuto prestato dai Veneziani a Milano nella lotta contro il Barbarossa, le prime notizie certe risalgono al 1254 quando Lanfranco Settala, priore generale degli Eremitani di sant'Agostino, fece costruire una chiesa gotica a tre navate inglobando costruzioni precedenti. La struttura non subì modifiche rilevanti sino al XVII secolo quando la chiesa, divenuta casa generalizia dell'ordine agostiniano, fu trasformata in forme barocche.

Ricchissima di decorazioni all’interno, la chiesa ospita nelle sue cappelle capolavori manieristi ma non solo; durante il restauro del 1956 è infatti venuto alla luce nel transetto destro, al di sotto di un affresco dei Fiamminghini, una Crocifissione di XIV secolo, probabilmente attribuibile ad Anovelo da Imbonate.

Splendido il Presepe, dipinto su carta e incollato su sagome di legno, di Francesco Londonio, della seconda metà del Settecento.

Ma la chiesa fu anche luogo importante per la città di Milano e per la sua storia. Nella canonica risiedette per tre mesi il giovane Mozart, vi fu organista Giovanni Battista Sammartini; qui si svolsero i funerali di Manzoni nel 1873 e l’anno successivo Verdi diresse la Messa da Requiem appositamente composta a ricordo dell’illustre scrittore.

Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia

Costruita nel luogo dove secondo la tradizione fu tenuto prigioniero Sant'Alessandro martire, il progetto originario del 1601 si deve al padre barnabita Lorenzo Binago, affiancato da Francesco Maria Richino.

Nel suo interno a pianta centrale, numerose opere costituiscono una vera e propria galleria di arte lombarda di ‘600 e inizi ‘700 con tele di Camillo Procaccini e Daniele Crespi.

Veri capolavori di arte barocca sono il pulpito e i due confessionali di fronte all'altare maggiore, interamente rivestiti da pietre dure intagliate, attribuiti al celebre intagliatore Carlo Garavaglia.

L'altare centrale è fra i più ricchi ed elaborati di Milano, donato dalla famiglia Visconti di Modrone e realizzato da Giovanni Battista Riccardi detto il Donnino nel quarto decennio del Settecento, è costituito da intagli di marmi pregiati, bronzo e pietre preziose.

Basilica di san Simpliciano

La Basilica Virginum è una delle quattro fatte costruire da S. Ambrogio nel IV secolo sulle direttrici esterne della città. Fu completata dal suo successore, san Simpliciano che vi depose i corpi dei martiri dell'Anaunia (Martirio, Sisinnio ed Alessandro) e divenne anche il luogo della sua sepoltura. Più volte modificata al suo interno nel corso dei secoli, conserva ancora la facciata assai fedele al suo aspetto originario romanico.

Particolare è la struttura interna; le tre navate di uguale altezza contribuiscono a creare un effetto luminoso unico nel suo genere.

Logo star-snippets.com