Milano, cosa vedere?

IL CENACOLO SUL FAR DELLA SERA

Vota questa visita
(1 Vota)

La letteratura offre una preziosa testimonianza del lavoro di Leonardo: nella novella LVIII, Matteo Bandello scrive: “Soleva [...] andar la mattina a buon'ora a montar sul ponte, perché il cenacolo è alquanto da terra alto; soleva, dico, dal nascente sole sino a l'imbrunita sera non levarsi mai il pennello di mano, ma scordatosi il mangiare e il bere, di continovo dipingere”. 

Leonardo non utilizzò la resistente tecnica dell'affresco, che richiede la stesura rapida del colore sull’intonaco umido: preferì invece affidarsi alla propria vena innovativa, sperimentando un metodo diverso, in modo da dipingere a più riprese sull'intonaco asciutto. Ottenne così una pittura ricchissima di dettagli e in grado di restituire infinite trasparenze e straordinari effetti di luce.

Ma anche i potenti cadono: in questo caso il geniale artista e inventore lasciò ai posteri una pittura tanto splendida quanto fragile, che continuò a deteriorarsi nel corso dei secoli a causa di disparati fattori, come l’umidità dell’ambiente e la vicinanza delle cucine del convento. La prima crepa si manifestò già a dipinto appena terminato, e l’artista e storico dell’arte Giorgio Vasari scrisse nel 1566: "non si scorge più se non una macchia abbagliata".

Il Cenacolo è diventato il “capolavoro da salvare” per antonomasia. Quello che si vede oggi è il risultato dell'ultimo intervento conservativo, concluso nel 1999 e successivo a centinaia di disperati tentativi di restauro. Chi oggi ammira l’opera leonardesca è assai più fortunato di chi la vide quindici o vent’anni fa.

Non ci resta che partecipare alla cena, ospiti di Leonardo!

Nessuna visita attualmente in programma

Scrivici e chiedici di riprogrammare questa visita

Logo star-snippets.com