Milano: Calendario Eventi

 

Il calendario di Mi Guidi

UN FEBBRAIO DA BRIVIDO: SAN BERNARDINO ALLE OSSA, SUGGESTIONI DALL'ALDILÀ

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Nel cuore di Milano si cela uno dei luoghi più sorprendenti e inquietanti che la città conservi. È situato in piazza santo Stefano: non nella chiesa più grande, che è ben visibile e dà il nome alla piazza; ma in quella più piccola, un po’ discostata sulla sinistra, che prende il nome di San Bernardino alle Ossa.

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I PIACERI DI PARMA. TRA UN LABIRINTO E UN CASTELLO, SULLE NOTE DI VERDI
NOVITÀ

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Parma è città che innamora. Per le sue strade eleganti, per i suoi monumenti d’arte, per la sua tradizione musicale, per la sua cucina.
È quello che pensava anche lo scrittore francese Stendhal, che in città ambienta il famoso romanzo La Certosa di Parma, dove descrive con trasporto gli amatissimi affreschi del Correggio: dipinti divini, dai colori morbidi e sorridenti, di miele e bambagia, che lo inondano di gioia di vivere, provocandogli quella vertigine emotiva che va sotto il nome di sindrome di Stendhal.

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SANT'AMBROGIO E LA SUA BASILICA

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Aveva scelto la carriera di magistrato – seguendo le orme del padre, prefetto romano della Gallia – e, all’età di 30 anni, Ambrogio era già console di Milano, a quel tempo una delle quattro capitali dell’Impero Romano d’Occidente.
Milano, è il 7 Dicembre del 374 d.C. Cattolici e Ariani si contendono il diritto di nominare il nuovo vescovo. Spetta ad Ambrogio il compito di garantire in città l’ordine pubblico. Egli parla alla folla con tale buon senso e autorevolezza che si leva un grido “Ambrogio Vescovo”... comincia così la sua nuova vita.

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A BORDO DEI MITICI TRAM STORICI MILANESI!

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Amato, criticato, e comunque emblema della nostra città: il tram.
Ebbene sì, i vecchi tram con le rotaie e i fili sopraelevati fanno parte della storia di Milano, e sono nel cuore dei cittadini più nostalgici.
Si tratta di carrozze che risalgono all'inizio del novecento, veri gioielli di artigianato e carichi dell'eleganza di un tempo, con i caldi e lucidi legni delle panche e le soffuse lampade simili a bicchieri capovolti. Molti sono andati perduti, ma più di 150 circolano ancora per le strade meneghine, per lo più della serie 1500, chiamati "Ventotto" o "Perteghette" e costruiti tra il 1928 ed il 1932 su progetto di Peter Witt: furono talmente apprezzati a San Francisco durante la mostra di vetture d'epoca svoltasi nella città statunitense che alcune carrozze furono lì esportate, e tutt'oggi servono la cittadinanza sulla linea Castro-Fisherman's Wharf.

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L'ANTICO BORGO DI GORLA: L'ECO DELLA PICCOLA PARIGI CHE FU, DEI BAMBINI MARTIRI E DELLE VILLE GIARDINO SULLE SPONDE DELLA MARTESANA

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Mollemente adagiato sulla Martesana, memore del tempo che fu - quando meritò addirittura l’appellativo di Piccola Parigi - ecco il Borgo di Gorla, delizioso con il suo ponte vecchio e le ville con giardino, severo e funesto col suo monumento ai piccoli martiri della seconda guerra mondiale, silenzioso e schivo col suo monastero di Santa Chiara - firmato Giovanni Muzio - gestito dalle suore Clarisse.
Di origini antiche, il borgo ha uno sviluppo importante  grazie alla realizzazione di uno dei navigli storici del territorio milanese, il canale artificiale della Martesana, il cosiddetto “Piccolo Naviglio” - così chiamato in contrapposizione al Naviglio Grande, di maggiore portata. Il suo concepimento porta il sigillo di Filippo Maria Visconti (1443), con la proposta di un collegamento idrico tra l’Adda e Milano, ma i progetti esecutivi sono dei tempi di Francesco Sforza.

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PAUSA PRANZO AL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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BERGAMO ALTA: UNA CITTADELLA SOSPESA TRA LA TERRA E IL CIELO

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Bergamo, una città “doppia”, la Città Alta e la Città Bassa, simbolo rispettivamente del passato e del presente della città.
Ed è proprio dalla Città Alta che cominceremo la nostra visita. Cinta dalle sue mura che dall’epoca romana la delimitano, più volte ricostruite e modificate, ma ancora oggi punto privilegiato di osservazione sul panorama cittadino, Bergamo Alta si raggiunge con la Funicolare che dal  1887 permette in meno di due minuti di approdare a 249 metri, una funicolare storica, una salita lenta e pensosa come raccontato dal film Colpire al cuore di Gianni Amelio.

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I PIACERI DI PARMA. TRA UN LABIRINTO E UN CASTELLO, SULLE NOTE DI VERDI

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Parma è città che innamora. Per le sue strade eleganti, per i suoi monumenti d’arte, per la sua tradizione musicale, per la sua cucina.
È quello che pensava anche lo scrittore francese Stendhal, che in città ambienta il famoso romanzo La Certosa di Parma, dove descrive con trasporto gli amatissimi affreschi del Correggio: dipinti divini, dai colori morbidi e sorridenti, di miele e bambagia, che lo inondano di gioia di vivere, provocandogli quella vertigine emotiva che va sotto il nome di sindrome di Stendhal.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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BAGGIO E IL SUO FAMOSO ORGANO
NOVITÀ

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Baggio è un quartiere con l'orgoglio di un comune che custodisce importanti edifici storici e deliziose villette in stile Liberty datate agli inizi del '900, che ne svelano un passato borghese. Lambito dal Parco delle Cave, una delle aree verdi più importanti di Milano, il quartiere si estende nella zona occidentale della città.
Malgrado tracce di frequentazioni molto antiche, il toponimo Baggio compare per la prima volta intorno all'873 d.C.: ancora oggi gli studiosi si interrogano circa l'etimologia, da alcuni associata al termine romano "badalocum" (traducibile con "bada al luogo"), da altri all'espressione "badia aggeris", che doveva indicare un'abbazia o una torre di guardia.

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GRATTACIELI IN CITTÀ

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DAL TRENTANOVESIMO PIANO DI PALAZZO LOMBARDIA ALLA CITTÀ ANTICA, PASSANDO DAL GRATTACIELO PIÙ COOL DI MILANO: IL BOSCO VERTICALE
La nostra avventura comincia da un punto di vista davvero speciale: il  39° piano del Palazzo della Regione Lombardia, una finestra d'eccezione su Milano!
Da qui potremo scorgere le trasformazioni recenti della città, ma anche gli scorci della Milano antica, dal Duomo al Castello.
Una volta scesi, eccoci pronti per una bella passeggiata alla scoperta della “nuova Milano”, la Milano dei Grattacieli.
Come non fermarsi ad osservare quello che è stato designato, nell’anno 2015, il più bel grattacielo del mondo? Si tratta dell’ormai famoso  Bosco Verticale dell'architetto Boeri.

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ENTRIAMO NEI BUNKER!

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La discesa al bunker è un “viaggio” con i piedi e con la mente in un luogo capace di raccontare il dramma della guerra.
I bunker Breda si trovano nel cuore del Parco Nord, al confine tra Milano e Sesto. La tensione sale già mentre li si raggiunge, inoltrandosi tra viottoli che fiancheggiano ampi prati e boscaglia.

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MOSTRA DÜRER A MILANO
NOVITÀ

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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UN SABATO DA BRIVIDO: SAN BERNARDINO ALLE OSSA, SUGGESTIONI DALL'ALDILÀ

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Nel cuore di Milano si cela uno dei luoghi più sorprendenti e inquietanti che la città conservi. È situato in piazza santo Stefano: non nella chiesa più grande, che è ben visibile e dà il nome alla piazza; ma in quella più piccola, un po’ discostata sulla sinistra, che prende il nome di San Bernardino alle Ossa.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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SANT'AMBROGIO E LA SUA BASILICA

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Aveva scelto la carriera di magistrato – seguendo le orme del padre, prefetto romano della Gallia – e, all’età di 30 anni, Ambrogio era già console di Milano, a quel tempo una delle quattro capitali dell’Impero Romano d’Occidente.
Milano, è il 7 Dicembre del 374 d.C. Cattolici e Ariani si contendono il diritto di nominare il nuovo vescovo. Spetta ad Ambrogio il compito di garantire in città l’ordine pubblico. Egli parla alla folla con tale buon senso e autorevolezza che si leva un grido “Ambrogio Vescovo”... comincia così la sua nuova vita.

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LE DONNE SENZA TEMPO DEL CIMITERO MONUMENTALE DI MILANO

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Un percorso tutto al femminile, per esaltare la memoria e l'importante contributo che le personalità femminili hanno dato alla città di Milano. Il merito enorme che va a queste donne di grandezza d'animo e di pensiero, intelligenti e coraggiose, viene così giustamente restituito e consegnato alle future generazioni attraverso l'immenso privilegio di essere ricordate in questo spazio importante e maestoso, un luogo commemorativo dove fino a qualche tempo prima erano soprattutto i grandi personaggi maschili ad essere ricordati per l'eternità. Donne che faticosamente si emanciparono per diventare grandi protagoniste della storia di Milano, e non solo.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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MILANO SEGRETA: LA CITTÀ SOTTERRANEA

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Oltre alla città che oggi si erge ai nostro occhi, ve n'è un'altra, nascosta e quindi ancor più affascinante: la milano sotterranea.
In questo tour ci concentremo sulla zona Duomo. Avete mai notato - ad esempio - degli strani segni sul sagrato del Duomo? Sono delle tracce che ci riconducono al passato, un ritorno al IV secolo d.C., quando Milano era una delle capitali dell’Impero Romano d’Occidente e sull’attuale terreno della cattedrale sorgevano ben altri edifici, di cui visiteremo le vestigia.

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MILANO SEGRETA: LA RESIDENZA VIGNALE, LUSSUOSO NIDO D'AMORE

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Questa magnifica residenza milanese, sconosciuta ai più, pare sia frutto  della passione  di un principe per una bella milanese. Ah l’amore! L'edificio venne costruito, infatti, per volere di un principe austriaco - un figlio illegittimo del kaiser prussiano Guglielmo II - desideroso di risiedere a Milano, perché innamorato di una giovane milanese.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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LA FRATELLI BRANCA, VISITA SERALE!

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Quale momento migliore per visitare questo spaccato di grande storia imprenditoriale milanese, se non l'ora dell'aperitivo? Sì, abbiamo detto aperitivo, perché pochi sanno, quasi nessuno, che il Fernet Branca si può bere sia come aperitivo che come digestivo, e questo è solo uno dei mille segreti che il mitico Signor Marco - della Branca - ci svelerà durante questo viaggio, davvero avvincente.
L'aroma del Fernet Branca pervade questa storica azienda milanese che ci accoglie con i dipinti e le sculture raffiguranti i fondatori.

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PADOVA, LA CITTÀ CHE "SPRITZA"

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Una città che "spritza": questo è Padova. Culla delle arti, come la chiama Shakespeare nel La bisbetica domata, è da sempre città viva, simpatica e... frizzante. Ma soprattutto giovane: sì perché a Padova, tra uno spritz e l'altro, si frequenta l'Università, quella in cui Galileo insegnò per un decennio, quella dove si è laureata la prima donna della storia. Una città che ti accoglie chioccia sotto i suoi portici, tanti, lunghi, ininterrotti, che ti conducono da una parte all'altra e non te ne accorgi, preso come sei a guardarti intorno: una piazza, i Signori, un'altra, le Erbe, un cantone, al Gallo, un caffè, il Pedrocchi, che una volta non chiudeva mai le porte! E poi la basilica del Santo, che protegge e veglia su tutti, il Prato della Valle, che di erba non ne ha! Ma Padova è per noi, soprattutto, Giotto. Padova è gli Scrovegni, è quella rivoluzione dell'arte che si opera, come un miracolo, all'inizio del Trecento. E non lo lascia più. Un'immersione dentro quella nuova lingua, parlata per la prima volta dopo l'antichità in modo così semplice e chiaro, così comprensibile a tutti.

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GIUSEPPE VERDI E LA SUA OPERA PIÙ BELLA: LA CASA DI RIPOSO PER MUSICISTI

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“Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita!”. Eccolo Giuseppe Verdi, nella sua “opera piu' grande”. Un luogo carico di storia e denso di significato.

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CAMPARI: RED PASSION

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Con l’apertura nel 2013 del suo splendido museo d’impresa, Campari ha celebrato i suoi 150 anni di storia.
Il gruppo Campari nasce nel 1860 con Gaspare Campari che ne è l'inventore e negli anni 90' riesce a raggiungere, grazie ad una produzione mondiale, dei successi inaspettati. L'aperitivo rosso diventa un simbolo internazionale. Con il trascorrere degli anni il gruppo Campari è diventato uno dei maggiori riferimenti per la produzione di spirit di marca.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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PORTA GENOVA/TORTONA: DALLA VECCHIA BOCCIOFILA AI PRESTIGIOSI HOTEL DI DESIGN, PASSANDO PER LE GRANDI FIRME DELLA MODA

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Alle spalle della stazione più antica di Milano ancora in funzione, e attraversato il ponte icona della zona – quello verde che unisce il Piazzale di Porta Genova a via Tortona -  eccoci nel quartiere Savona/Tortona. L’osteria dei Binari addossata al ponte, con il caratteristico pergolato e la vecchia bocciofila, ci apre la strada in un’atmosfera decisamente retrò. Il quartiere non è apparentemente molto cambiato rispetto agli anni ‘60-’70,  ha saputo -infatti- evolversi mantenendo l’identità del passato. Come Soho a Londra, zona Tortona è una delle aree di maggior fermento dell'industria negli anni '60.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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A BORDO DEI MITICI TRAM STORICI MILANESI!

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Amato, criticato, e comunque emblema della nostra città: il tram.
Ebbene sì, i vecchi tram con le rotaie e i fili sopraelevati fanno parte della storia di Milano, e sono nel cuore dei cittadini più nostalgici.
Si tratta di carrozze che risalgono all'inizio del novecento, veri gioielli di artigianato e carichi dell'eleganza di un tempo, con i caldi e lucidi legni delle panche e le soffuse lampade simili a bicchieri capovolti. Molti sono andati perduti, ma più di 150 circolano ancora per le strade meneghine, per lo più della serie 1500, chiamati "Ventotto" o "Perteghette" e costruiti tra il 1928 ed il 1932 su progetto di Peter Witt: furono talmente apprezzati a San Francisco durante la mostra di vetture d'epoca svoltasi nella città statunitense che alcune carrozze furono lì esportate, e tutt'oggi servono la cittadinanza sulla linea Castro-Fisherman's Wharf.

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MILAN IN MILANES!

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Una pasegiada in la corsia dei servi che ades  la se ciama  Corso Vittorio Emanuele. Se partis  dala galeria e pian pianin se camina in corso Vittorio Emanuele indue incuntrarem  tanti stradit, ognuen cunt la sua storia. Santa Redegunda, via Pattari, via San Raffaele, San Peder all'Ort, e l'om de preia, el Danzi, el prestin  de scansc. Piasa Becaria cunt el gossip...  El Gerolamo, "la piccola Scala" de Milan. El prufesur parlerà d'arte e storia e l'alter  ve cuntera' su' tanti  bei stori e peteguless (ver?) su' la nostra Milan.

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LA STREET ART MILANESE!
NOVITÀ

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Oggi ormai fenomeno autonomo, la Street Art trova le sue origini nei segni pieni di energia e trasgressione che tappezzavano i muri delle città americane negli anni Settanta, nelle grandi metropoli dell’East Coast, Philadelphia e New York. L’origine di questa storia parla di illegalità e anonimato, ma si trasforma piano in un fenomeno diffuso, oggi finalmente apprezzato e riconosciuto anche da gallerie e istituzioni come forma d’arte.

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MILANO NASCOSTA: BENVENUTI A PALAZZO CLERICI

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A pochi passi da Piazza della Scala, in quella che nel Seicento era detta “Contrada del prestino dei Bossi”, sorge Palazzo Clerici,  tanto sobrio e discreto all'esterno, quanto incredibilmente sfarzoso e ricco di opere d'arte al suo interno, tanto da essere considerato nel ‘700 una delle dimore più lussuose e fastose di Milano.

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PROSPETTIVE STRABILIANTI: DAL SEGRETO DI SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO AI CORTILI BRAMANTESCHI

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All'inizio di via Torino, sul lato sinistro venendo dal centro, c'è un banchetto di fiori e, rientrato rispetto alla linea degli altri edifici, questa chiesa protetta da una cancellata. Sconosciuta a molti, Santa Maria presso San Satiro,  è in assoluto una delle chiese più interessanti di Milano. Entrando, si rimane subito stupiti dal senso di grandezza, maestosità e luminosità degli spazi, ma non si coglie la geniale soluzione attuata da Donato Bramate, ciò per cui oggi San Satiro è famosa anche oltre i confini cittadini.

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IL GIARDINO DEL RINASCIMENTO: SIMBOLOGIE VEGETALI NEI DIPINTI DELLA PINACOTECA DI BRERA
NOVITÀ

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Già nei trattati greci e latini le piante vengono considerate per le loro proprietà medicamentose ma anche per le valenze simboliche. Verranno poi riprese in epoca cristiana con nuovi significati: le nespole dipinte da Mantegna nel polittico di San Luca, i cetrioli nella ghirlanda della Madonna della Candeletta di Crivelli, l'aquilegia nella Madonna del Roseto di Luini sono solo alcuni esempi di come fiori e frutti accompagnino il racconto del sacro ampliandone il significato.

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ENTRIAMO NEI BUNKER!

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La discesa al bunker è un “viaggio” con i piedi e con la mente in un luogo capace di raccontare il dramma della guerra.
I bunker Breda si trovano nel cuore del Parco Nord, al confine tra Milano e Sesto. La tensione sale già mentre li si raggiunge, inoltrandosi tra viottoli che fiancheggiano ampi prati e boscaglia.

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BERGAMO ALTA: UNA CITTADELLA SOSPESA TRA LA TERRA E IL CIELO

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Bergamo, una città “doppia”, la Città Alta e la Città Bassa, simbolo rispettivamente del passato e del presente della città.
Ed è proprio dalla Città Alta che cominceremo la nostra visita. Cinta dalle sue mura che dall’epoca romana la delimitano, più volte ricostruite e modificate, ma ancora oggi punto privilegiato di osservazione sul panorama cittadino, Bergamo Alta si raggiunge con la Funicolare che dal  1887 permette in meno di due minuti di approdare a 249 metri, una funicolare storica, una salita lenta e pensosa come raccontato dal film Colpire al cuore di Gianni Amelio.

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GRATTACIELI IN CITTÀ

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DAL TRENTANOVESIMO PIANO DI PALAZZO LOMBARDIA ALLA CITTÀ ANTICA, PASSANDO DAL GRATTACIELO PIÙ COOL DI MILANO: IL BOSCO VERTICALE
La nostra avventura comincia da un punto di vista davvero speciale: il  39° piano del Palazzo della Regione Lombardia, una finestra d'eccezione su Milano!
Da qui potremo scorgere le trasformazioni recenti della città, ma anche gli scorci della Milano antica, dal Duomo al Castello.
Una volta scesi, eccoci pronti per una bella passeggiata alla scoperta della “nuova Milano”, la Milano dei Grattacieli.
Come non fermarsi ad osservare quello che è stato designato, nell’anno 2015, il più bel grattacielo del mondo? Si tratta dell’ormai famoso  Bosco Verticale dell'architetto Boeri.

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LA FORNACE CURTI

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Il rosso tipico del mattone lombardo nasce sotto il nome della famiglia Curti, secoli or sono, nella fornace più antica della Lombardia. Pensate a tutte le nostre chiese romaniche, al capolavoro del mattone e del cotto che è l’Università Statale, a Santa Maria delle Grazie, ma anche – romanticamente parlando – ai camini che spuntano dai vecchi tetti milanesi. Il cotto è dei Curti.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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SICILIA MIA ... QUANTU SI BEDDA!

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Non invidio a Dio il paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia.
(Federico II di Svevia)
Paesaggi remoti contesi tra terreni  fecondi, picchi di duemila metri che toccano il cielo, acque limpide come la luce fulgente che qui regna perenne, un patrimonio storico-artistico straordinario ed un focoso gigante nero che troneggia osservando, immobile, il Mar Ionio. Sicilia … quantu si bedda!
Crocevia di svariate civiltà, la Sicilia ha ereditato da ciascuna di esse un tassello del mosaico che la caratterizza. Un’isola che nei millenni ha respirato il soffio delle più diverse culture che qui hanno lasciato il proprio segno profondo ed indelebile, il proprio eterno contributo.

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LE BOTTEGHE STORICHE MILANESI

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In una Milano che corre, cambia, apre e chiude serrande senza tregua, in nome della tradizione, qualcosa resiste: le botteghe storiche. Si tratta di artigiani, artisti, parrucchieri, bar, trattorie, boutique che hanno scritto pagine di storia, dove il tempo si è fermato e i gestori, che si tramandano il mestiere da generazioni, hanno qualcosa da raccontare.
Quale miglior inizio se non la rinomata gastronomia milanese? Eccoci alla Pescheria Spadari, forse la più antica di Milano, che da più di 80 anni porta il "mare" a Milano. Con passione e professionalità ha rinnovato la classica immagine del pescivendolo e oggi offre un servizio all'avanguardia.

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IL FASCINO DELLA "VALLE DEI SEGNI" E IL BORGO DI BIENNO
NOVITÀ

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Alla scoperta della Valcamonica -  nota come la "Valle dei segni" - sulle orme degli antichi Camuni.
La valle ospita il "Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri" di Naquane, uno dei siti più famosi al mondo per la presenza di incisioni rupestri,  primo parco archeologico italiano, riconosciuto dall'UNESCO - nel 1979 - Patrimonio Mondiale dell’Umanità per l'unicità del fenomeno e per l'importanza del contributo scientifico che lo studio delle incisioni ha apportato alla conoscenza della preistoria dell'Uomo.  Sulla collina - tra sentieri di frassini, abeti, castagni e larici - si trovano ben 104 rocce incise in un arco temporale che va dal Neolitico all'Età del Ferro, epoca quest'ultima maggiormente rappresentata quando la valle era abitata dai Camuni, gli antichi popoli della Valcamonica, che hanno inciso, con strumenti a punta, pietre arenarie permiane che l'azione dei ghiacci ha levigato perfettamente.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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STREGATI DA MILANO: TRA I PAVONI DI VIA PISACANE, IL QUARTIERE ARCOBALENO DI VIA LINCOLN E LA MISTERIOSA “CASA 770”

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Alla scoperta di una zona poco conosciuta della città che ci riserverà grandi sorprese.
Dalle eleganti case Liberty di via Pisacane al caleidoscopico quartiere giardino di via Lincoln, dalla Statua di San Francesco,  soprannominata dai milanesi "Cinq e tri vott... cinq che lavòren e tri che fan nagott", per la posizione delle mani del santo, alla misteriosa casa "770" di via Poerio che enigmaticamente si ritrova in diverse parti del mondo (ma in Europa c’è solo la nostra di Milano).

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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L'ANTICO BORGO DI GORLA: L'ECO DELLA PICCOLA PARIGI CHE FU, DEI BAMBINI MARTIRI E DELLE VILLE GIARDINO SULLE SPONDE DELLA MARTESANA

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Mollemente adagiato sulla Martesana, memore del tempo che fu - quando meritò addirittura l’appellativo di Piccola Parigi - ecco il Borgo di Gorla, delizioso con il suo ponte vecchio e le ville con giardino, severo e funesto col suo monumento ai piccoli martiri della seconda guerra mondiale, silenzioso e schivo col suo monastero di Santa Chiara - firmato Giovanni Muzio - gestito dalle suore Clarisse.
Di origini antiche, il borgo ha uno sviluppo importante  grazie alla realizzazione di uno dei navigli storici del territorio milanese, il canale artificiale della Martesana, il cosiddetto “Piccolo Naviglio” - così chiamato in contrapposizione al Naviglio Grande, di maggiore portata. Il suo concepimento porta il sigillo di Filippo Maria Visconti (1443), con la proposta di un collegamento idrico tra l’Adda e Milano, ma i progetti esecutivi sono dei tempi di Francesco Sforza.

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MOSTRA VAN GOGH A VICENZA!

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Lo sfortunato pittore che ha venduto una sola opera nella sua breve, decennale, carriera è forse oggi l’artista più conosciuto e amato nel mondo, secondo solo a Leonardo da Vinci. Van Gogh iniziò la sua carriera come pittore dei contadini, guidato da un amore sconfinato per gli umili, come per quei mangiatori di patate che dipinse bruni come il terreno dai cui avevano estratto il loro cibo. E la sua arte inseguì fino alla fine i segreti ritmi della terra, come in quei famosi campi di grano che sono vortici d’oro: bruciati dal sole, accecanti come la vita, e tormentati dal volo dei corvi, neri come la morte.  Sarà la Basilica Palladiana di Vicenza il teatro della più grande mostra tenuta nel territorio nazionale dedicata al famoso pittore e al suo lavoro.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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L'ANTICO BORGO DI GORLA: L'ECO DELLA PICCOLA PARIGI CHE FU, DEI BAMBINI MARTIRI E DELLE VILLE GIARDINO SULLE SPONDE DELLA MARTESANA

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Mollemente adagiato sulla Martesana, memore del tempo che fu - quando meritò addirittura l’appellativo di Piccola Parigi - ecco il Borgo di Gorla, delizioso con il suo ponte vecchio e le ville con giardino, severo e funesto col suo monumento ai piccoli martiri della seconda guerra mondiale, silenzioso e schivo col suo monastero di Santa Chiara - firmato Giovanni Muzio - gestito dalle suore Clarisse.
Di origini antiche, il borgo ha uno sviluppo importante  grazie alla realizzazione di uno dei navigli storici del territorio milanese, il canale artificiale della Martesana, il cosiddetto “Piccolo Naviglio” - così chiamato in contrapposizione al Naviglio Grande, di maggiore portata. Il suo concepimento porta il sigillo di Filippo Maria Visconti (1443), con la proposta di un collegamento idrico tra l’Adda e Milano, ma i progetti esecutivi sono dei tempi di Francesco Sforza.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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CITYLIFE: AL CENTRO DELLA NUOVA MILANO

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Milano che cresce, cambia e  si rinnova.
Dopo la visita al Portello, proseguiremo l’esplorazione delle nuove aree della città  accompagnati da un architetto. Parleremo della genesi del progetto e dell’evoluzione del cantiere, tracciando passo passo l’area che si va creando sotto i nostri occhi.

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I LABORATORI DEL TEATRO ALLA SCALA: TUTTI I SEGRETI DELLA SCENOGRAFIA!

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Tre chilometri a sud-ovest del centro cittadino,  lontano dagli stucchi e dai velluti del Teatro del Piermarini, ci troviamo in un luogo ai più sconosciuto e di una magia unica. Qui, presso le ex acciaierie Ansaldo,  sono riuniti  i laboratori del Teatro alla Scala, certamente i più prestigiosi e i più grandi del mondo, capaci di ospitare la maggior parte delle lavorazioni artigianali degli allestimenti scenici (scenografia, scultura, termoformatura, falegnameria, officina meccanica, assemblaggio scene, sartoria, elaborazione costumi, lavanderia) e perfino un palco identico a quello originale dove effettuare prove e simulare volumi e altezze dell’allestimento definitivo.

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LA MAGIA DEI CASTELLI ROMANI
NOVITÀ

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Un viaggio all'insegna dell’amenità e della delizia, nei dintorni della capitale: l’amenità del clima e del paesaggio della campagna romana e dei colli che la circondano, la delizia delle ville antiche e rinascimentali-barocche che i potenti di Roma (senatori e imperatori, cardinali e pontefici) si fecero costruire nei secoli passati proprio per la bellezza dei luoghi e la vicinanza alla sede del potere, Roma. Senza scordare le delizie enogastronomiche tipiche dei “Castelli Romani”, vino bianco e porchetta su tutto.

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AI CONFINI DELLA REALTÀ: LE CAVE DI MARMO DI CARRARA

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La magia delle cave ci abbaglia come una visione.
È il frutto dell’interazione tra duemila anni di storia umana e le caratteristiche ambientali di un territorio la cui particolare origine geologica, e il successivo modellamento geomorfologico, hanno reso unico al mondo.  L'enorme bacino delle cave di marmo di Carrara è infatti il più pregiato al mondo,  materia prima immortalata nelle opere di Michelangelo e dei più grandi scultori esistiti, ma anche testimonianza grandioso del lavoro dei cavatori Carraresi.
Ci addentreremo nel cuore della montagna a bordo di un fuoristrada.  L’esperienza è unica e indimenticabile: grazie al fascino di luoghi inaccessibili alla maggior parte dei visitatori

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UN SABATO DA BRIVIDO: SAN BERNARDINO ALLE OSSA, SUGGESTIONI DALL'ALDILÀ

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Nel cuore di Milano si cela uno dei luoghi più sorprendenti e inquietanti che la città conservi. È situato in piazza santo Stefano: non nella chiesa più grande, che è ben visibile e dà il nome alla piazza; ma in quella più piccola, un po’ discostata sulla sinistra, che prende il nome di San Bernardino alle Ossa.

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A BORDO DEI MITICI TRAM STORICI MILANESI!

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Amato, criticato, e comunque emblema della nostra città: il tram.
Ebbene sì, i vecchi tram con le rotaie e i fili sopraelevati fanno parte della storia di Milano, e sono nel cuore dei cittadini più nostalgici.
Si tratta di carrozze che risalgono all'inizio del novecento, veri gioielli di artigianato e carichi dell'eleganza di un tempo, con i caldi e lucidi legni delle panche e le soffuse lampade simili a bicchieri capovolti. Molti sono andati perduti, ma più di 150 circolano ancora per le strade meneghine, per lo più della serie 1500, chiamati "Ventotto" o "Perteghette" e costruiti tra il 1928 ed il 1932 su progetto di Peter Witt: furono talmente apprezzati a San Francisco durante la mostra di vetture d'epoca svoltasi nella città statunitense che alcune carrozze furono lì esportate, e tutt'oggi servono la cittadinanza sulla linea Castro-Fisherman's Wharf.

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CONCERTO E VISITA GUIDATA ALLA CASA DI RIPOSO PER MUSICISTI GIUSEPPE VERDI!

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“Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita!”. Eccolo Giuseppe Verdi, nella sua “opera piu' grande”. Un luogo carico di storia e denso di significato.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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PADOVA, LA CITTÀ CHE "SPRITZA"

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Una città che "spritza": questo è Padova. Culla delle arti, come la chiama Shakespeare nel La bisbetica domata, è da sempre città viva, simpatica e... frizzante. Ma soprattutto giovane: sì perché a Padova, tra uno spritz e l'altro, si frequenta l'Università, quella in cui Galileo insegnò per un decennio, quella dove si è laureata la prima donna della storia. Una città che ti accoglie chioccia sotto i suoi portici, tanti, lunghi, ininterrotti, che ti conducono da una parte all'altra e non te ne accorgi, preso come sei a guardarti intorno: una piazza, i Signori, un'altra, le Erbe, un cantone, al Gallo, un caffè, il Pedrocchi, che una volta non chiudeva mai le porte! E poi la basilica del Santo, che protegge e veglia su tutti, il Prato della Valle, che di erba non ne ha! Ma Padova è per noi, soprattutto, Giotto. Padova è gli Scrovegni, è quella rivoluzione dell'arte che si opera, come un miracolo, all'inizio del Trecento. E non lo lascia più. Un'immersione dentro quella nuova lingua, parlata per la prima volta dopo l'antichità in modo così semplice e chiaro, così comprensibile a tutti.

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LE MERAVIGLIE DI PALAZZO ARESE BORROMEO

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Palazzo Arese Borromeo è una piccola meraviglia ancora intatta. Eredità di un Seicento sfarzoso, fu edificato come "luogo di delizia" per l'incontro di arti, sontuosità e bellezza da Bartolomeo III Arese - presidente del Senato a Milano e del Consejo de Italia a Madrid, personaggio chiave della politica lombarda sotto la dominazione spagnola e uomo di profonda cultura.
Ben trentatré sale affrescate e dieci ettari di parco!

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NAVIGLI IN MILANES!

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Una pasegiada in del quartier del navilii grand e del paves cunt el quartier di formagiatt tra stori e legend e antic umili mestee: lavandee, ofelee, trombee, sfrosatur, tranat è un quei cos d'alter. Anca la darsena, el port de Milan, touta vegia e adess touta rifada che la par nanca pue le'...

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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PICCOLO MONDO ANTICO: SANTA MARIA LA ROSSA E LA RIVIERA DI CRESCENZAGO

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Un piccolo mondo antico, a poca distanza dai grattacieli. Così è la Riviera di Crescenzago, un pittoresco quartiere della periferia nord-orientale di Milano, lungo le sponde del Naviglio della Martesana, uno dei navigli milanesi che conduce all'Adda. Qui le atmosfere appaiono sospese e il ricordo dei fasti del passato è rievocato dalle eleganti ville che si affacciano sul canale, da molti definito la "Riviera di Milano".

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A BORDO DEI MITICI TRAM STORICI MILANESI!

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Amato, criticato, e comunque emblema della nostra città: il tram.
Ebbene sì, i vecchi tram con le rotaie e i fili sopraelevati fanno parte della storia di Milano, e sono nel cuore dei cittadini più nostalgici.
Si tratta di carrozze che risalgono all'inizio del novecento, veri gioielli di artigianato e carichi dell'eleganza di un tempo, con i caldi e lucidi legni delle panche e le soffuse lampade simili a bicchieri capovolti. Molti sono andati perduti, ma più di 150 circolano ancora per le strade meneghine, per lo più della serie 1500, chiamati "Ventotto" o "Perteghette" e costruiti tra il 1928 ed il 1932 su progetto di Peter Witt: furono talmente apprezzati a San Francisco durante la mostra di vetture d'epoca svoltasi nella città statunitense che alcune carrozze furono lì esportate, e tutt'oggi servono la cittadinanza sulla linea Castro-Fisherman's Wharf.

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NAPOLI E LA DIVINA COSTIERA: JAMM JÀ!

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Napoli è i suoi vicoli, i suoi proverbi, le sue superstizioni. I panni stesi al sole. Le case affastellate le une sulle altre. La città brulicante di vita, Il Vesuvio dormiente. "Napoli è una città leggendaria è la più leggendaria delle città italiane: quella di cui si parla, qualunque cosa succeda ai quattro angoli del mondo. Nel bene e nel male, insomma, sotto forma di diceria e di leggenda, di denigrazione e di lode. Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare" (Erri De Luca).

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LABIRINTI A MILANO: INCREDIBILI SUGGESTIONI

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Il mio ingresso nel Labirinto è l'invito nei meandri di un percorso, dove il tempo è trasformato in spazio e lo spazio a sua volta diventa tempo. Arnaldo Pomodoro.
Uno dei siti più affascinanti di Milano, un luogo magico e un'esperienza spazio-temporale unica.  ''Ingresso al labirinto'' si sviluppa in 170 mq e si trova nei sotterranei dell'edificio di Via Solari 35, sede dello show room Fendi. L'opera costituisce l'esempio più fulgido della creatività visionaria di Arnaldo Pomodoro.

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio uno delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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IL DELTA DEL PO: UNA SILENZIOSA ARMONIA DI LUCI

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Un viaggio alla scoperta della terra più giovane d'Italia: il Delta del Po.
Luoghi incontaminati e taciturni, orizzonti dove terra e acqua si incontrano in un suggestivo connubio di luci, ombre e riflessi, dove la natura regna sovrana. Silenzi popolati dal volo degli uccelli, dalle scie delle barche dei pescatori, dal fluttuare dell'acqua del mare che si mescola a quella del fiume. Queste sono le parole del Delta, che al tramonto diventano luci.

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LA SEDUZIONE DELLA NATURA E DELL’ARTE: LE ISOLE BORROMEE E L'EREMO DI SANTA CATERINA DEL SASSO

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Un'immensa e luccicante distesa azzurra e, nel mezzo, una flotta di eleganti vascelli: le Isole Borromee.
Incantevoli e superbe, pervase da un’atmosfera romantica e raffinata, un fascino senza tempo. Le Isole Borromee sono situate all’ingresso del Golfo Borromeo, un’area di rara bellezza, un connubio perfetto tra arte e natura. L’uomo ha saputo qui - nei secoli - costruire sapientemente, adeguandosi alle forme della natura, del lago e delle sue sponde.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI E GARDONE RIVIERA
NOVITÀ

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“Io ho quello che ho donato”, questa la scritta sul frontone d’ingresso del Vittoriale. In posizione panoramica sulle colline di Gardone Riviera che dominano il lago, il vasto ed eclettico complesso di circa 9 ettari, fu la dimora di Gabriele d’Annunzio dal 1921 fino alla sua morte nel 1938.
Varcato l’ingresso, una serie di edifici, vie e piazze si susseguono uno dopo l’altro tra giardini e corsi d’acqua: la Prioria vera e propria dimora del poeta oggi casa museo, lo Schifamondo dove avrebbe voluto ritirarsi negli ultimi anni della sua vita, l’Auditorium, fino al Mausoleo dove il Vate è sepolto con dieci legionari di Fiume.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio una delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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OZIO E NEGOZIO IN BRIANZA
NOVITÀ

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La Brianza orientale, compresa tra la valle del Lambro e la valle dell’Adda, è stata per secoli il luogo prediletto di villeggiatura delle grandi famiglie milanesi, che qui eressero i loro casini di caccia e le loro ville di delizie. Queste architetture costituiscono, grazie al loro valore monumentale, paesistico e urbanistico, un insediamento di incredibile interesse, che trova riscontro solo in alcune zone del Veneto. Le ville briantee nascono, tra il Seicento e l’Ottocento, per garantire al patriziato milanese ozio e negozio, riposo e guadagno, erano, infatti, residenze che consentivano sia di godere dell’amenità del paesaggio, sia di sfruttare i terreni di proprietà per la coltivazione intensiva estremamente redditizia.
Noi ne visiteremo alcune delle più prestigiose!
A BREVE TUTTI I DETTAGLI

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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MOSTRA DÜRER A MILANO

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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PROVENZA ... MON AMOUR!

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Distese infinite di lavanda, profumi di macchia mediterranea, città d’arte e villaggi arroccati, sospesi tra la terra e il cielo. Ma anche  luce e colore: l’ocra rosseggiante  lungo cave ampie e profonde, il verde acceso dei pini, l’azzurro del cielo e del mare che dai campi di lavanda avvolge le case, gli smalti, le ceramiche. Provenza … mon amour!

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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Palazzo Reale ospita la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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MI GUIDI MOZZAFIATO: A TU PER TU COL MONTE BIANCO

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Nel cuore del Monte Bianco, la nuova funivia “SkyWay”, è davvero una incredibile e privilegiata via di accesso alle vette e al cielo. Materiali avveniristici e design innovativo: un’opera ingegneristica di rilevanza mondiale, un unicum nelle Alpi. Da sola vale il viaggio. Un viaggio che si rivela emozionante ad ogni passo:  cabine rotanti,  materiali ad alte prestazioni e capaci di contenere al massimo le dispersioni e il consumo di energia, sale panoramiche, funi a vista, design audace che si ispira - secondo i progettisti torinesi e l’architetto Carlo Cillara Ross -  ai cristalli e ai riflessi della neve e del sole.

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SULLE ORME DEGLI ERETICI D'ITALIA, NELLE SPLENDIDE VALLI VALDESI

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L’ingresso nelle “valli Valdesi” da Pinerolo offre uno scenario grandioso di impervie montagne, che furono per secoli rifugio e dimora della popolazione valdese e ancora oggi fonte di vita per molti abitanti del luogo con i loro boschi di castagni e gli alpeggi d’alta quota. In queste poco note valli del Piemonte, al fascino della natura e all’interesse della storia, si coniuga il piacere della cucina, semplice e genuina con i sui formaggi, salumi ed altri prodotti tipici.

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TEST

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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio uno delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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"Milano .. città tutta pietra in apparenza e dura mentre è morbida di giardini interni"
Alberto Savinio, Ascolto il tuo cuore, città

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