Milano: Calendario Eventi

 

Il calendario di Mi Guidi

I TESORI NASCOSTI: LA CHIESA DI SANT'ALESSANDRO IN ZEBEDIA
NOVITÀ

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La sua piazzetta è una delle più " romane" in Milano, il suo interno è una sorta di museo dell'arte figurativa del 1600. Stiamo parlando della Chiesa di Sant'Alessandro in Zebedia, che troneggia -protetta da ben due campanili- in cima ad un'ampia scalinata, in una delle piazze più deliziose di Milano.
Progettata e iniziata dal padre barnabita Lorenzo Binago nel 1601, alla sua morte i lavori furono proseguiti da Francesco Maria Richini, uno degli architetti più importanti del Seicento Milanese.

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LE BOTTEGHE STORICHE MILANESI

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In una Milano che corre, cambia, apre e chiude serrande senza tregua, in nome della tradizione, qualcosa resiste: le botteghe storiche. Si tratta di artigiani, artisti, parrucchieri, bar, trattorie, boutique che hanno scritto pagine di storia, dove il tempo si è fermato e i gestori, che si tramandano il mestiere da generazioni, hanno qualcosa da raccontare.
Quale miglior inizio se non la rinomata gastronomia milanese? Eccoci alla Pescheria Spadari, forse la più antica di Milano, che da più di 80 anni porta il "mare" a Milano. Con passione e professionalità ha rinnovato la classica immagine del pescivendolo e oggi offre un servizio all'avanguardia.

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LA PINACOTECA AMBROSIANA

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Costituita nel 1618, è il più antico museo milanese aperto grazie alla donazione del Cardinale Federico Borromeo e arricchito da successivi lasciti.
All’epoca della donazione del 1618, si contavano circa 250 dipinti tra originali e copie (una trentina); ora si contano più di 1.500 opere su tavola, su tela e su rame. Sono visibili capolavori quali il "Musico" di Leonardo da Vinci, la "Madonna del Padiglione" di Botticelli, la "Canestra di Frutta" di Caravaggio e l'"Adorazione dei Magi" di Tiziano, il grande cartone di Raffaello raffigurante la Scuola d’Atene che presenta alcune piccole varianti rispetto all’affresco vaticano.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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L'ANTICO BORGO DI GORLA: L'ECO DELLA PICCOLA PARIGI CHE FU, DEI BAMBINI MARTIRI E DELLE VILLE GIARDINO SULLE SPONDE DELLA MARTESANA

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Mollemente adagiato sulla Martesana, memore del tempo che fu - quando meritò addirittura l’appellativo di Piccola Parigi - ecco il Borgo di Gorla, delizioso con il suo ponte vecchio e le ville con giardino, severo e funesto col suo monumento ai piccoli martiri della seconda guerra mondiale, silenzioso e schivo col suo monastero di Santa Chiara - firmato Giovanni Muzio - gestito dalle suore Clarisse.
Di origini antiche, il borgo ha uno sviluppo importante  grazie alla realizzazione di uno dei navigli storici del territorio milanese, il canale artificiale della Martesana, il cosiddetto “Piccolo Naviglio” - così chiamato in contrapposizione al Naviglio Grande, di maggiore portata. Il suo concepimento porta il sigillo di Filippo Maria Visconti (1443), con la proposta di un collegamento idrico tra l’Adda e Milano, ma i progetti esecutivi sono dei tempi di Francesco Sforza.

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I TESORI DI MIUCCIA E PATRIZIO

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Finalmente il pubblico internazionale può conoscere i capolavori messi insieme dalla coppia milionaria della Moda italiana: Miuccia Prada e Patrizio Bertelli. Una ex fabbrica di brandy trasformata in una cittadella dell'arte contemporanea, sormontata da una torre tutta d'oro: la Haunted House, letteralmente la Casa degli Spiriti.

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ENTRIAMO NEI BUNKER!

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La discesa al bunker è un “viaggio” con i piedi e con la mente in un luogo capace di raccontare il dramma della guerra.
I bunker Breda si trovano nel cuore del Parco Nord, al confine tra Milano e Sesto. La tensione sale già mentre li si raggiunge, inoltrandosi tra viottoli che fiancheggiano ampi prati e boscaglia.

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I LABORATORI DEL TEATRO ALLA SCALA: TUTTI I SEGRETI DELLA SCENOGRAFIA!

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Tre chilometri a sud-ovest del centro cittadino,  lontano dagli stucchi e dai velluti del Teatro del Piermarini, ci troviamo in un luogo ai più sconosciuto e di una magia unica. Qui, presso le ex acciaierie Ansaldo,  sono riuniti  i laboratori del Teatro alla Scala, certamente i più prestigiosi e i più grandi del mondo, capaci di ospitare la maggior parte delle lavorazioni artigianali degli allestimenti scenici (scenografia, scultura, termoformatura, falegnameria, officina meccanica, assemblaggio scene, sartoria, elaborazione costumi, lavanderia) e perfino un palco identico a quello originale dove effettuare prove e simulare volumi e altezze dell’allestimento definitivo.

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CHIOSTRI E CORTILI ALL'OMBRA DI SAN SIMPLICIANO

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Esiste una città della memoria che, nonostante la vocazione in continuo divenire che Milano ha sempre avuto, vive e conserva una dignità storica a fianco di un territorio spesso travolto da un'urbanizzazione incontrollata. Chiostri e cortili, luoghi nascosti dietro facciate di residenze borghesi, palazzi nobili, basiliche e antichi monasteri.

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PAUSA PRANZO IN DUOMO!

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"... Il cittadino di Milano non fa più caso allo scenario... scalpiccia per la distesa del sagrato; e, se il sole picchia, infila una porta del Duomo per godersi il fresco delle navate. Questa sua cattedrale, dedicata a Maria Nascente, con la Madonnina d'oro sulla guglia maggiore, è assai più di una chiesa: è l'idea stessa di Milano; sicché ne ha così grande abitudine e confidenza che un bel giorno, a trent'anni o sessanta, s'accorge di non averla mai visitata per davvero..." G. Lopez.

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MOSTRA MILANO E LA MALA
NOVITÀ

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La malavita, semplicemente la mala per i Milanesi, ha vissuto nel corso del '900 un'evoluzione che l'ha portata dalle prime forme improvvisate e occasionali di associazione criminale ai raffinatissimi gruppi d'affari della seconda metà del secolo. Tra questi estremi si muove la mostra che vuole approfondire l'impenetrabile intreccio tra la malavita e la città che con quella malavita ha dovuto venire a patti creando talvolta pericolose connivenze.

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PAUSA PRANZO AL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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I LABORATORI DEL TEATRO ALLA SCALA: TUTTI I SEGRETI DELLA SCENOGRAFIA!

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Tre chilometri a sud-ovest del centro cittadino,  lontano dagli stucchi e dai velluti del Teatro del Piermarini, ci troviamo in un luogo ai più sconosciuto e di una magia unica. Qui, presso le ex acciaierie Ansaldo,  sono riuniti  i laboratori del Teatro alla Scala, certamente i più prestigiosi e i più grandi del mondo, capaci di ospitare la maggior parte delle lavorazioni artigianali degli allestimenti scenici (scenografia, scultura, termoformatura, falegnameria, officina meccanica, assemblaggio scene, sartoria, elaborazione costumi, lavanderia) e perfino un palco identico a quello originale dove effettuare prove e simulare volumi e altezze dell’allestimento definitivo.

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LASCIATEVI SEDURRE, VA IN SCENA PRAGA!

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“Praga non molla nessuno di quelli che ha catturato” Angelo Maria Ripellino.
Difficile non essere d’accordo con questa affermazione. Perché la città di Kafka e Dvorák, di Keplero e di Mucha rapisce l’anima al primo sguardo e non la dà indietro.
Cuore pulsante della Repubblica Ceca, intrisa di storia - una storia millenaria che si dischiuderà ai nostri occhi attraverso le opere di letteratura, arte e architettura - Praga colpisce per la ricchezza dei monumenti, le atmosfere da romanzo, la magia degli scorci, le distese irregolari di tetti rossi, di campanili barocchi e torri gotiche, le grandiosi cupole in stile Secese, la luce che corre sulle facciate degli splendidi palazzi. Su tutto scorre fintamente placida la Moldava, i tram sferragliano incrociando i caffè frequentati da artisti e intellettuali e il leggendario Ponte Carlo, cuore del sortilegio, si staglia contro i riverberi del fiume.
Lasciatevi sedurre … va in scena Praga.

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SANT'AMBROGIO E LA SUA BASILICA

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Aveva scelto la carriera di magistrato – seguendo le orme del padre, prefetto romano della Gallia – e, all’età di 30 anni, Ambrogio era già console di Milano, a quel tempo una delle quattro capitali dell’Impero Romano d’Occidente.
Milano, è il 7 Dicembre del 374 d.C. Cattolici e Ariani si contendono il diritto di nominare il nuovo vescovo. Spetta ad Ambrogio il compito di garantire in città l’ordine pubblico. Egli parla alla folla con tale buon senso e autorevolezza che si leva un grido “Ambrogio Vescovo”... comincia così la sua nuova vita.

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MOSTRA TOULOUSE-LAUTREC A MILANO
NOVITÀ

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«Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intellegibile il carattere della figura» (Henri de Toulouse Lautrec).
Nessuna dichiarazione potrebbe sintetizzare meglio di questa il pensiero dell’artista che viene considerato l’ultimo degli impressionisti, il pittore bohémien già proiettato in una nuova stagione artistica e nel nuovo secolo.
Formatosi nel clima della pittura en plein air egli seppe andare oltre, dando voce e dignità di soggetto alle ballerine e alle prostitute che incontrava nel quartiere di Montmartre dove consumò la sua vita morendo trentasettenne di alcolismo e sifilide.
Una vita quella di Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) segnata da due cadute da cavallo a quattordici anni che gli procurarono delle fratture e gli impedirono uno sviluppo normale delle gambe poiché soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica alle ossa.

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MOSTRA EGITTO AL MUDEC
NOVITÀ

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Il punto di forza della mostra Egitto al MUDEC di Milano sarà la sala dedicata ad Amenofi II. La perfetta ricostruzione della sua tomba farà rivivere gli emozionanti momenti della scoperta archeologica avvenuta nel 1898 ad opera di Victor Loret. La sala che ospitava il suo sarcofago era corredata da grandi pilastri. Sicuramente suscitò grande emozione e, al tempo stesso, sgomento nel momento in cui fu aperta per la prima volta nella Valle dei Re. Il visitatore sarà catapultato in una magica atmosfera che lo coinvolgerà fino all'estremo. La mummia del Faraone era ben conservata nel suo sarcofago. Curioso è il fatto che insieme ad essa vennero ritrovate molte altre mummie regali. La conclusione raggiunta fu che sicuramente venne utilizzata come nascondiglio in difesa dalle predazioni molto diffuse all'epoca.

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GRATTACIELI IN CITTÀ: ATMOSFERE NATALIZIE AD ALTA QUOTA

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DAL TRENTANOVESIMO PIANO DI PALAZZO LOMBARDIA ALLA CITTÀ ANTICA, PASSANDO DAL GRATTACIELO PIÙ COOL DI MILANO: IL BOSCO VERTICALE
La nostra avventura comincia da un punto di vista davvero speciale: il  39° piano del Palazzo della Regione Lombardia, una finestra d'eccezione su Milano!
Da qui potremo scorgere le trasformazioni recenti della città, ma anche gli scorci della Milano antica, dal Duomo al Castello.
Una volta scesi, eccoci pronti per una bella passeggiata alla scoperta della “nuova Milano”, la Milano dei Grattacieli.
Come non fermarsi ad osservare quello che è stato designato, nell’anno 2015, il più bel grattacielo del mondo? Si tratta dell’ormai famoso  Bosco Verticale dell'architetto Boeri.

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NAPOLI E LA DIVINA COSTIERA: JAMM JÀ!

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Napoli è i suoi vicoli, i suoi proverbi, le sue superstizioni. I panni stesi al sole. Le case affastellate le une sulle altre. La città brulicante di vita, Il Vesuvio dormiente. "Napoli è una città leggendaria è la più leggendaria delle città italiane: quella di cui si parla, qualunque cosa succeda ai quattro angoli del mondo. Nel bene e nel male, insomma, sotto forma di diceria e di leggenda, di denigrazione e di lode. Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare" (Erri De Luca).

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CONCERTO E VISITA GUIDATA ALLA CASA DI RIPOSO PER MUSICISTI GIUSEPPE VERDI!

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“Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita!”. Eccolo Giuseppe Verdi, nella sua “opera piu' grande”. Un luogo carico di storia e denso di significato.

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MOSTRA TOULOUSE-LAUTREC A MILANO
NOVITÀ

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«Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intellegibile il carattere della figura» (Henri de Toulouse Lautrec).
Nessuna dichiarazione potrebbe sintetizzare meglio di questa il pensiero dell’artista che viene considerato l’ultimo degli impressionisti, il pittore bohémien già proiettato in una nuova stagione artistica e nel nuovo secolo.
Formatosi nel clima della pittura en plein air egli seppe andare oltre, dando voce e dignità di soggetto alle ballerine e alle prostitute che incontrava nel quartiere di Montmartre dove consumò la sua vita morendo trentasettenne di alcolismo e sifilide.
Una vita quella di Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) segnata da due cadute da cavallo a quattordici anni che gli procurarono delle fratture e gli impedirono uno sviluppo normale delle gambe poiché soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica alle ossa.

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LUCI E ATMOSFERE NATALIZIE, TRA TRADIZIONI E CURIOSITÀ

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Una visita speciale, avvolti dalle luci e dalla “calda” atmosfera di festa.
Le usanze natalizie hanno radici molto antiche. Recupereremo quel senso di mistero, di desiderio di scoperta, di evocazione dei mille e più Natali che la storia di Milano ha visto scorrere.
Il 25 dicembre nasce Gesù Cristo, ma non solo lui... L’ottavo giorno prima delle calende di gennaio (25 dicembre) era ad esempio nel calendario romano il giorno natale del Sole Invitto, almeno a partire dall’anno 274... E allora, come mai la Chiesa ha fissato proprio al 25 dicembre il suo Natale? Forse per sostituire il culto pagano del dio Sole, celebrato in tutto il Mediterraneo anche prima della nascita di Gesù?

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I LABORATORI DEL TEATRO ALLA SCALA: TUTTI I SEGRETI DELLA SCENOGRAFIA!

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Tre chilometri a sud-ovest del centro cittadino,  lontano dagli stucchi e dai velluti del Teatro del Piermarini, ci troviamo in un luogo ai più sconosciuto e di una magia unica. Qui, presso le ex acciaierie Ansaldo,  sono riuniti  i laboratori del Teatro alla Scala, certamente i più prestigiosi e i più grandi del mondo, capaci di ospitare la maggior parte delle lavorazioni artigianali degli allestimenti scenici (scenografia, scultura, termoformatura, falegnameria, officina meccanica, assemblaggio scene, sartoria, elaborazione costumi, lavanderia) e perfino un palco identico a quello originale dove effettuare prove e simulare volumi e altezze dell’allestimento definitivo.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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SUL TRAM STORICO, NELLA CITTA' ILLUMINATA A FESTA!
NOVITÀ

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La città illuminata e Milano più affascinante che mai a bordo di un Tram Storico degli anni '30!
Amato, criticato, e comunque emblema della nostra città: il tram.
Ebbene sì, i vecchi tram con le rotaie e i fili sopraelevati fanno parte della storia di Milano, e sono nel cuore dei cittadini più nostalgici.
Si tratta di carrozze che risalgono all'inizio del novecento, veri gioielli di artigianato e carichi dell'eleganza di un tempo, con i caldi e lucidi legni delle panche e le soffuse lampade simili a bicchieri capovolti.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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SUL TRAM STORICO, NELLA CITTA' ILLUMINATA A FESTA!
NOVITÀ

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La città illuminata e Milano più affascinante che mai a bordo di un Tram Storico degli anni '30!
Amato, criticato, e comunque emblema della nostra città: il tram.
Ebbene sì, i vecchi tram con le rotaie e i fili sopraelevati fanno parte della storia di Milano, e sono nel cuore dei cittadini più nostalgici.
Si tratta di carrozze che risalgono all'inizio del novecento, veri gioielli di artigianato e carichi dell'eleganza di un tempo, con i caldi e lucidi legni delle panche e le soffuse lampade simili a bicchieri capovolti.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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MOSTRA TOULOUSE-LAUTREC A MILANO
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«Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intellegibile il carattere della figura» (Henri de Toulouse Lautrec).
Nessuna dichiarazione potrebbe sintetizzare meglio di questa il pensiero dell’artista che viene considerato l’ultimo degli impressionisti, il pittore bohémien già proiettato in una nuova stagione artistica e nel nuovo secolo.
Formatosi nel clima della pittura en plein air egli seppe andare oltre, dando voce e dignità di soggetto alle ballerine e alle prostitute che incontrava nel quartiere di Montmartre dove consumò la sua vita morendo trentasettenne di alcolismo e sifilide.
Una vita quella di Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) segnata da due cadute da cavallo a quattordici anni che gli procurarono delle fratture e gli impedirono uno sviluppo normale delle gambe poiché soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica alle ossa.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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MILANO SEGRETA: LA RESIDENZA VIGNALE, LUSSUOSO NIDO D'AMORE

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Questa magnifica residenza milanese, sconosciuta ai più, pare sia frutto  della passione  di un principe per una bella milanese. Ah l’amore! L'edificio venne costruito, infatti, per volere di un principe austriaco - un figlio illegittimo del kaiser prussiano Guglielmo II - desideroso di risiedere a Milano, perché innamorato di una giovane milanese.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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PAUSA PRANZO AL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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MILANO SEGRETA: LA RESIDENZA VIGNALE, LUSSUOSO NIDO D'AMORE

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Questa magnifica residenza milanese, sconosciuta ai più, pare sia frutto  della passione  di un principe per una bella milanese. Ah l’amore! L'edificio venne costruito, infatti, per volere di un principe austriaco - un figlio illegittimo del kaiser prussiano Guglielmo II - desideroso di risiedere a Milano, perché innamorato di una giovane milanese.

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MOSTRA VAN GOGH A VICENZA!
NOVITÀ

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Lo sfortunato pittore che ha venduto una sola opera nella sua breve, decennale, carriera è forse oggi l’artista più conosciuto e amato nel mondo, secondo solo a Leonardo da Vinci. Van Gogh iniziò la sua carriera come pittore dei contadini, guidato da un amore sconfinato per gli umili, come per quei mangiatori di patate che dipinse bruni come il terreno dai cui avevano estratto il loro cibo. E la sua arte inseguì fino alla fine i segreti ritmi della terra, come in quei famosi campi di grano che sono vortici d’oro: bruciati dal sole, accecanti come la vita, e tormentati dal volo dei corvi, neri come la morte.  Sarà la Basilica Palladiana di Vicenza il teatro della più grande mostra tenuta nel territorio nazionale dedicata al famoso pittore e al suo lavoro.

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MOSTRA CARAVAGGIO A MILANO

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«Dopo Giotto e dopo Masaccio egli riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce: le cose, da sole, esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il “presente” e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia» (Renato Guttuso).
Michelangelo Merisi da Caravaggio morì in circostanze ancora oggi misteriose a Porto Ercole nel luglio del 1610. Nel 2010, in occasione del quarto centenario della sua morte, numerosi sono stati gli studi intrapresi dagli esperti del grande artista lombardo; i risultati di questi anni di ricerche e indagini saranno fatti conoscere con la grande mostra che nel 2017 Palazzo Reale dedicherà a quello che non a torto viene considerato uno dei geni della pittura italiana.

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MOSTRA VAN GOGH A VICENZA!
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Lo sfortunato pittore che ha venduto una sola opera nella sua breve, decennale, carriera è forse oggi l’artista più conosciuto e amato nel mondo, secondo solo a Leonardo da Vinci. Van Gogh iniziò la sua carriera come pittore dei contadini, guidato da un amore sconfinato per gli umili, come per quei mangiatori di patate che dipinse bruni come il terreno dai cui avevano estratto il loro cibo. E la sua arte inseguì fino alla fine i segreti ritmi della terra, come in quei famosi campi di grano che sono vortici d’oro: bruciati dal sole, accecanti come la vita, e tormentati dal volo dei corvi, neri come la morte.  Sarà la Basilica Palladiana di Vicenza il teatro della più grande mostra tenuta nel territorio nazionale dedicata al famoso pittore e al suo lavoro.

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IL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO
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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio uno delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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MOSTRA FRIDA KAHLO A MILANO
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Nata a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907, Frida Kahlo è stata senza dubbio uno delle pittrici più conosciute e influenti del panorama artistico internazionale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1954, la sua fama è sopravvissuta tramutando l'artista in una vera e propria icona di stile e femminilità: ancora oggi, infatti, a essere celebrate non solo soltanto le sue opere, ma anche la sua immagine dai caratteri forti, i lineamenti decisi e apparentemente duri, la tenacia espressa dalla sua tipica posa altera, con gli occhi scuri che fissano senza timore chi ne osserva il ritratto, ombreggiati da quelle folte sopracciglia che in un certo senso sono il suo marchio di fabbrica. Il culto della propria immagine da parte di Frida Kahlo ha origine da un incidente che le sconvolte la vita nel settembre del 1925, quando aveva appena diciotto anni.

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PAUSA PRANZO AL CENACOLO

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Il Cenacolo vinciano, un’opera di eccezionale bellezza, che dopo secoli continua a incantare i visitatori.
Le grandi opere non smettono mai di “parlare” a chi le osserva: parte della loro magia risiede proprio nella capacità di esercitare il proprio fascino su chiunque, al di là di qualsiasi barriera spazio-temporale e di ogni differenza culturale. Leonardo da Vinci ha donato al mondo un’opera in grado di interessare tutti: dal raffinato intenditore, all’amante dell’arte più o meno preparato, per arrivare al fruitore più “superficiale”.

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MOSTRA DÜRER A MILANO
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«Era un abisso profondo su cui a mala pena si poteva costruire un ponte e il Dürer lo sentì e non riuscì mai a superarlo interamente. Nel nuovo secolo i suoi sforzi incessanti, seri e faticosi tendono a trovare le leggi della forma di quelle immagini misteriosamente affascinanti, ad appropriarsele, a trasportarle nel suo mondo ed infine a dominarle» (J. Schlosser Magnino, Die Kunstliteratur, 1924).
Durante il prossimo anno Palazzo Reale ospiterà la mostra su Albrecht Dürer, la prima esposizione che Milano dedica al grande artista tedesco, considerato il massimo esponente del Rinascimento in terra germanica.
Albrecht Dürer nacque a Norimberga il 21 maggio 1471 ed era il terzo di otto figli di un orefice ungherese alla cui bottega il figlio iniziò a formarsi, anche se il mestiere del padre venne portato avanti dal fratello maggiore Enders, mentre il giovane Albrecht ereditò l’interesse per i fiamminghi specializzandosi nell’incisione dei metalli e nell’acquaforte.

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"Milano .. città tutta pietra in apparenza e dura mentre è morbida di giardini interni"
Alberto Savinio, Ascolto il tuo cuore, città

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