Tuscia...territori inesplorati | miguidi |
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Tuscia...territori inesplorati

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Prezzo unitario
per 

DETTAGLI DEL VIAGGIO

calendario

DURATA

4 Giorni e 3 Notti 

mezzi

MEZZO DI TRASPORTO

Treno + Pullman 

single-man

PREZZO A PERSONA

€ 695 cad. in camera doppia

€ 695 in camera singola + € 70 (supplemento singola complessivo per le 3 notti)

I NOSTRI PLUS

  • Testiamo personalmente i viaggi recandoci in loco e studiando il programma ad hoc per i nostri clienti
  • Visita la terra degli Etruschi con la nostra archeologa esperta in etruscologia
  • Pernotta in una dimora storica di epoca medievale

A PROPOSITO DEL VIAGGIO

"Qui rise l'Etrusco, un giorno, coricato, cogli occhi a fior di terra, guardando la marina....", così il poeta Vincenzo Cardarelli, originario di Tarquinia, rievocava quel popolo che gli era antenato.
Nella Tuscia, come nel medioevo chiamavano l'attuale Lazio settentrionale, oggi diviso tra le province di Roma e Viterbo, il "mistero etrusco" aleggia ancora, sospeso nell'atmosfera delle antiche città abbandonate e mute e nelle necropoli vaste e silenziose.
E' in questo territorio di straordinaria bellezza naturale e paesistica, dove nelle tenere rocce vulcaniche del suolo i fiumi hanno scavato forre profonde, selvagge e verdeggianti, che si trova il vero cuore dell'Etruria antica. Sulla sommità dei vasti e fertili pianori delimitati e protetti dalle forre, sorsero le più grandi e popolose città etrusche: Veio, Cerveteri, Tarquinia e Vulci, per secoli molto più ricche e raffinate della rivale Roma (che invidiosa, nel 396 a.C., rase al suolo la più vicina Veio!). Sembra impossibile che città che furono un tempo delle metropoli siano state completamente travolte e cancellate dal tempo, sì che oggi i loro resti emergono in mezzo alla natura e alla vegetazione, che ha ripreso il sopravvento (sic transit gloria mundi!)
In sincronia con le città dei vivi, gli Etruschi scavarono nelle pareti tufacee delle forre le città dei loro morti (e a Cerveteri e Tarquinia si sperimenta davvero con emozione il significato letterale della parola "necropoli", camminando lungo strade e piazze circondate da tombe!). E la tomba divenne la casa immortale, ripetizione rupestre dell'abitazione terrena, dove attraverso straordinarie pitture, gli Etruschi hanno fissato sulle pareti a vividi colori il loro gusto del bello e la loro sensuale gioia di vivere, i loro volti di uomini e donne realmente vissuti alternati all'immagine terrificante dei demoni infernali.
Secoli dopo, nel medioevo, nuove città presero il posto di quelle antiche, ormai scomparse e dimenticate: Civita di Bagnoregio, Corneto (che oggi ha ripreso il nome dell'antica Tarquinia) e Tuscania sono tra i più intatti e magnifici esempi di centri urbani del XII-XIII secolo, con le loro monumentali architetture di pietra (chiese e palazzi, torri e fontane, piazze e stradine) in forme romaniche e gotiche.
Insomma, questa porzione di Lazio, poco nota e poco abitata, straordinariamente ricca di bellezze naturali e artistiche, di testimonianze archeologiche e storiche, non ha davvero nulla da invidiare alla ben più rinomata e frequentata Toscana, l'altra metà dell'Etruria antica!
E ad accompagnare il viaggio non solo le dolci e verdeggianti colline alternate ai fertili e coltivati pianori (i prodotti enogastronomici sono di incredibile qualità e genuinità!), ma anche la linea azzurra di quel mare cui gli Etruschi diedero il nome (Tirreni, così li chiamavano i Greci!), dove sotto il pelo dell'acqua si vedono ancora i resti dei loro porti, luogo di incontro e scambio, un tempo, fra tutti i popoli del Mediterraneo: Greci, Fenici, Asiatici....
Non ci faremo mancare un  tocco di originalità con la bizzarra visita al Parco dei Mostri di Bomarzo e in quella che fu nel 300 la raffinata città dei papi: Viterbo, che conserva il più vasto centro storico Medievale d’Europa. 
Vi aspettiamo!

DIARIO DI BORDO

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