La Biblioteca Braidense

Siete pronti a scoprire una delle biblioteche più belle d'Italia, a Milano?
Sì, proprio nella nostra amata Milano!
Seguiteci, allora...

Attraversiamo il cortile principale del complesso di Brera, dove si trova la statua del bel Napoleone (in grande spolvero) e percorriamo il corridoio di fronte all’entrata. In fondo, sulla sinistra, troviamo un cancello in ferro, che reca il fregio - disegnato da Beltrami-BNB (Biblioteca Nazionale Braidense) e subito  un solenne scalone che ci conduce alla famosa biblioteca di Brera, fondata nel 1773 dall’imperatrice Maria Teresa d'Austria, grazie al lascito della libreria del conte Pertusati, che comprendeva ben 24.000 volumi! 📚

La biblioteca, nel corso dei secoli, si è arricchita grazie a ulteriori lasciti, donazioni, acquisti e anche per via del ricorso del “diritto di stampa” secondo cui - all’interno - della Braidense, dovevano essere depositate le copie di tutte le pubblicazioni stampate nella provincia di Milano e della Lombardia.  

Proviamo a fare il calcolo di tutti i testi presenti!

Oltre 1.000.000 sono i volumi, 23.000 i periodici, 2364 gli incunaboli – libri stampati con la tecnica a caratteri mobili diffusasi tra la metà del XV e il XVI secolo -, 2110 i manoscritti oltre a codici dei secoli XIV e XV di altissimo livello artistico. Una vita intera non basterebbe per consultarli tutti. 

Alcune curiosità
Il nome Braidense deriva dal termine latino medievale, di origine longobarda “Braida”, poi evolutosi in “Brera”, che anticamente indicava un campo suburbano. Infatti il luogo dove ha sede il palazzo di Brera, un tempo, si trovava oltre i confini della città di Milano,su di un campo erboso. 

Fino ai primi dell’Ottocento, l’ingresso alla biblioteca non era quello di oggi; vi si accedeva passando per il doppio scalone del cortile centrale. Inoltre, alla fine della prima rampa dello scalone, si trovavano due vaschette di bronzo fuso, disegnate da Pogliaghi – lo scultore della porta bronzea centrale del Duomo di Milano – con la scritta “Si prega di spegnere il sigaro”. Questo perché nell'Ottocento e fino ad inizio Novecento la borghesia milanese era solita fumare sigari. 

Inoltre, sapete chi erano i frequentatori più assidui della Biblioteca Braidense fino all'inizio del Novecento? I gatti! 🐱
Entravano attraverso un piccolo sportello che veniva aperto, alla chiusura della biblioteca, per cacciare i topolini che rosicchiavano i preziosi volumi. Un efficace sistema di sorveglianza.

Torna su